Il Tirreno

Pontedera

tragedia al centro d’accoglienza 

Bimba annegata in piscina, il dolore di tutta la comunità

Claudia Guarino

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Claudia Guarino / riparbella

«Ho sentito il rumore dell’elicottero e le urla della madre. È stato straziante». Ilaria Geniola vive nel perimetro della Melatina, in uno degli appartamenti non adibiti a piccoli Cas, centro di accoglienza straordinaria per richiedenti asilo, che sono stati acquistati da privati cittadini.

Venerdì pomeriggio era lì quando è atterrato l’elisoccorso Pegaso. «Una tragedia inimmaginabile. Lo dico da madre». La figlia di Ilaria giocava spesso con Harmony, la bimba di tre anni annegata nella piscina della Melatina. «Era una bambina bellissima – racconta – I ragazzi e le ragazze che sono qui sono brave persone. Si sono tutti inseriti bene, lavorano e danno una mano nella struttura. È successo qualcosa di terribile. Non riesco a cancellare dalla mente le urla disperate...».

Harmony si è allontanata da casa con un amichetto, anche lui di tre anni. Non vedendola i genitori hanno iniziato a cercarla. Prima hanno sentito i pianti del suo amichetto. Poi l’impensabile: la piccola era sul fondo della piscina. Il medico del 118 ha fatto di tutto per salvarla. Quando è arrivato l’ha trovata sul bordo della piscina, perché era stata tirata fuori.

Ma la piccola, presumibilmente rimasta sott’acqua per circa 40 minuti, è morta. La tragedia ha scosso tutti. Ospiti, proprietari e operatori del centro. E l’orrore ha stravolto il complesso immobiliare immerso nella campagna. «Qui si viveva bene – racconta Ilaria – Ambiente tranquillo, con persone tranquille. Una bella realtà in cui tutti sono integrati». Anche la madre e il padre. Loro sono arrivati dalla Nigeria e vivono in Italia da tre/quattro anni. Chiedono asilo perché nel Paese d’origine non sono al sicuro. È per questo che hanno trovato accoglienza sulle verdi colline di Riparbella, in attesa che il loro status sia valutato dalla commissione territoriale competente. La bimba, invece, figlia unica, era nata in Italia. A stringersi intorno ad una famiglia straziata da un dolore indescrivibile è tutta la comunità: il primo a farlo è proprio il suo sindaco. «Esprimo vicinanza ai familiari della bambina a nome dell’amministrazione comunale - dice Salvatore Neri - Queste persone hanno alle spalle un passato difficile e adesso si trovano ad affrontare questa tragedia. Se c’è bisogno di un contributo per organizzare il funerale, il Comune è pronto». Per adesso il corpo della bambina è a disposizione del medico legale. Il sostituto procuratore del tribunale di Livorno, Giuseppe Rizzo, ha disposto la tac e l’autopsia sulla salma, per la quale il medico legale sarà probabilmente incaricato martedì mattina. In campo ci sono anche i carabinieri della Compagnia di Volterra guidati dal capitano Ezio Mazza. Perché gli accertamenti proseguono. La piscina dove è morta la bimba, intanto, è stata sequestrata.—

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