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sabato 27 la cerimonia 

Primo nuovo prete nella diocesi al tempo del Covid

Primo nuovo prete nella diocesi al tempo del Covid

Il cecinese Lorenzo Mancini sarà ordinato sacerdote davanti a un massimo di 180 persone per le misure anti-assembramenti

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VOLTERRA

Il clergyman nero che indossa mette in risalto il suo viso da ragazzino. Sempre sorridente. 27 anni da compiere, Lorenzo Mancini sta per diventare prete. È il primo prete in tempo di Covid ad essere ordinato nella diocesi di Volterra. La cerimonia è stata spostata, proprio a causa del Covid, dal 19 aprile, in pieno lockdown, al prossimo 27 giugno. Di sabato sera (alle 21) nella cattedrale a numero chiuso, nel rispetto del distanziamento sociale, non potranno essere presenti i fedeli cecinesi.

Ci saranno la sua famiglia e alcuni parenti, il clero, i sacerdoti che lo hanno seguito nel suo percorso, le suore, il sindaco di Cecina. Non più di 180 persone. “Niente” per don Lorenzo. Ce n’erano 750 alla sua cerimonia di diaconato. Così, nella chiesa della Santa Famiglia a Cecina che l’ha visto diacono, domenica 28 giugno il giovane prete dirà le sue prime tre messe (di solito è una) per consentire a tutti gli esclusi di partecipare alla festa della sua ordinazione. Ore 10.30, 11.45 e 19.

Cecinese di scoglio - la famiglia è di Marina, dove la mamma Lucia Marchi gestisce uno stabilimento balneare - Lorenzo Mancini ha maturato la decisione del sacerdozio da ragazzino, quando frequentava ancora il liceo Fermi nella sua città natale.

Studente brillante del classico, ha concluso gli studi seminariali con la laurea in Filosofia e teologia a Padova e martedì prossimo discuterà la tesi per la specializzazione in Diritto canonico all’Università di Venezia.

Una bella notizia anche per Volterra e la comunità legata alla diocesi, guidata dal vescovo Alberto Silvani. Quella del 27 giugno sarà la prima consacrazione di un sacerdote ai tempi del coronavirus. Anche questo è un segnale di ripartenza e di speranza nel futuro.

«Sono contento. È il punto di arrivo di un percorso e anche un punto di partenza per la mia scelta di vita – dice don Lorenzo –. In questi anni lo studio, l’esperienza della missione in Messico, a Texcoco, nel 2016, l’incontro coi missionari etiopi nel 2019, mi hanno confermato nella mia decisione». —

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