Il Tirreno

Pontedera

Petizione e mozione in consiglio contro la nuova tecnologia 5G

Nilo Di Modica
Un'antenna per l'utilizzo della tecnologia 5g (Foto d'archivio)
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Un'antenna per l'utilizzo della tecnologia 5g (Foto d'archivio)

San MIniato: iniziative di un gruppo di cittadini e della lista “cambiamenti” 

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SAN MINIATO. Approda anche a San Miniato la discussione sulle opportunità, sui potenziali effetti negativi e sulla necessità di monitoraggio della nuova tecnologia 5G, tanto fra i banchi del consiglio che fra le preoccupazioni di alcuni cittadini. È di queste settimane, infatti, una raccolta di firme capeggiata da alcuni residenti nel comune, riuniti in un comitato nominato “Consapevoli in Azione San Miniato”, per avere un confronto diretto con il sindaco Simone Giglioli sul tema.

La loro battaglia è coadiuvata da AttoPrimo, l’associazione toscana specializzata in tutela di salute e ambiente che ha messo in campo strategie legali per stoppare la nuova tecnologia per smartphone e connessione internet. Nella lettera i cittadini chiedono a Giglioli di «prendere in considerazione il rischio di pesanti ricadute sulla salute della popolazione e dell’ambiente e di unirsi agli oltre 500 sindaci italiani che hanno già emanato ordinanze di “divieto di sperimentazione e/o installazione della tecnologia 5G” sui loro territori».

Una questione che, parallelamente, negli stessi giorni approdava anche in consiglio comunale. Sulla scorta di un argomento che è passato recentemente al vaglio anche del consiglio regionale, la lista civica Cambiamenti in autonomia ha infatti presentato una mozione che sarà discussa in una delle prossime sedute. «Considerando che la tecnologia 5G, in fase di sperimentazione dal 2017, si aggiungerà agli standard tecnologici di comunicazione senza filo esistenti, esponendo maggiormente la cittadinanza ai rischi dei campi elettromagnetici – si legge nel testo a firma dei consiglieri Manola Guazzini e Matteo Squicciarini – e visto che la stessa Regione individua il rispetto del principio di precauzione come principio fondamentale nell’esercizio delle proprie competenze in materia di impianti di radiocomunicazione, invitiamo il Comune a ribadire anche per il territorio sanminiatese la centralità di tale principio».

Fra le richieste della lista anche quello di «presentare una relazione dettagliata sul rischio di inquinamento elettromagnetico» nel Comune e a «informare tempestivamente il consiglio di ogni nuova proposta di insediamento». La richiesta di “Cambiamenti” arriva anche in relazione ad un “Programma di promozione di attività di ricerca e di sperimentazione tecnico-scientifica” in materia di esposizione a campi elettromagnetici attualmente finanziato dal Ministero dell’Ambiente, che vede come parte attiva per la Toscana l’Arpat al fine di approfondire possibili impatti. Una richiesta di mappatura e monitoraggio, in pratica. Su di una tecnologia che, al momento, non sarebbe comunque in agenda proprio nel comune, a detta proprio del sindaco. «Su questi argomenti credo ci si debba attenere a quanto ci dicono scienza, ragione e tecnici – dice Giglioli –. Detto questo, ricevendo l’invito ad un incontro da parte del comitato non vedo alcun problema a dibattere, malgrado su San Miniato al momento non mi risultino progetti o richieste di autorizzazione in materia».

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