Non potevano vedere i nipoti condannati nonni e zio per stalking
CASCINA
Una storia di atti persecutori che si consuma tutta in famiglia. Da una parte ci sono i nonni quasi sessantenni e lo zio di 26 anni, rinviati a giudizio. Dall’altra il figlio della coppia e la giovane moglie. Al centro della turbolenta contesa due bambini ed è anche per questo che dei protagonisti della vicenda non indichiamo i nomi. Dopo la nascita del primo figlio avuto dalla giovane coppia qualcosa deve essersi incrinato nei rapporti familiari. Sono cominciati i litigi, aggravati dalla nascita di un secondo nipote. Con i nonni e lo zio che si sentivano messi da parte e che reclamavano il diritto a frequentare i nipoti quando volevano. Telefonate, minacce e anche un episodio in cui la nonna e lo zio sono entrati in casa della coppia con maniere energiche hanno finito per creare un clima di difficile gestione. Con un’appendice sui social, quando lo zio ha pubblicato su Facebook la foto degli sposi corredata da un’offesa. Risultato? Ieri la nonna e il nipote (accusati di atti persecutori, lesioni, violazione di domicilio e lo zio anche di diffamazione) sono stati condannati con rito abbreviato (difesi dall’avvocato Andrea Cecconi) a 14 mesi di reclusione, lo zio a 8 mesi. La parte offesa era assistita dall’avvocato Giovanni Izzi. —
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