A Larderello un centro per l’elaborazione dati grazie alla geotermia
La struttura sarà dotata di server di grosse dimensioni “Vapore” per raffreddare le macchine e abbattere i costi
POMARANCE
Che il “vapore” sia importante si è capito da tempo in Valdicecina. Ma che potesse aprire le porte anche a un insediamento di alto valore aggiunto sotto il profilo tecnologico, per di più per un utilizzo di raffreddamento, rappresenta una novità assoluta. È in corso proprio al Pip di Larderello un’operazione che dovrebbe portare alla realizzazione di un cosiddetto “data center”, un centro in cui vengono installati server di dimensioni rilevanti allo scopo di immagazzinare ed elaborare dati. L’energia geotermica, in questo caso, servirebbe per raffreddare le elevate temperature che i dispositivi raggiungono per l’elaborazione dei dati. A costi notevolmente inferiori a quelli generati dall’utilizzo dell’energia elettrica tradizionale. Si parla di un dimezzamento delle spese che ha invogliato un fondo d’investimento ad avviare l’operazione con il coinvolgimento di Ges, la società che gestisce la distribuzione del teleriscaldamento in Valdicecina.
Larderello, quindi, diventa attrattiva anche per insediamenti non direttamente legati al settore geotermico. Abbattimento dei costi energetici e costi estremamente ridotti per l’insediamento produttivo, viste le buonissime condizioni offerte a chi apre un’attività nel Pip della frazione del comune di Pomarance.
Questi due elementi stanno indirizzando la nascita di un’azienda che dovrebbe anche avere bisogno di fare assunzioni (si parla tra i dodici e i quindici dipendenti). Non si tratterà di una fabbrica, quindi dal punto di vista occupazionale i numeri non saranno elevatissimi.
Ma il senso di questa nuova attività che sta per fare capolino a Larderello è proprio quello di valorizzare la risorsa geotermica in tanti campi.
Finora, infatti, si era visto usare il “vapore” per la gastronomia o l’agricoltura o il florovivaismo. Aziende che, operando nelle zone della geotermia tradizionale, sono riuscite ad abbattere i costi energetici in maniera davvero rilevante. Ora questa nuova avventura che sfrutterebbe l’energia prodotta dal sottosuolo per tenere a temperatura ideale le macchie per l’elaborazione dei dati.
Del progetto si sta parlando in Valdicecina, anche se i dettagli non sono ancora ben definiti. Sia per quanto riguarda le società che stanno portando avanti l’investimento che sui tempi di attuazione, anche se in quest’ultimo caso sembra che non manchi molto all’annuncio ufficiale.
L’esempio da seguire sarebbe quello di Aruba che, partendo proprio da un centro di elaborazioni di dati, è diventato uno dei leader del mercato. E non sarebbe male che l’inizio di questa storia affascinante fosse proprio la tanto bistrattata Valdicecina, con strade mulattiera e servizi sempre più tagliati dallo Stato. Ma capace di attirare l’attenzione su un’operazione di questo genere. —
Andreas Quirici
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