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Pontedera

Ascesa e (brutta) caduta di una presidenza “condannata a morte” da quei maledetti playoff

P.M.
Ascesa e (brutta) caduta di una presidenza “condannata a morte” da quei maledetti playoff

Dall’arrivo, subentrando a Gianfranco Donnini, alla resa dell’altra sera: il percorso del patron Boschi tra momenti belli e un finale burrascoso 

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il cammino

Il Pontedera, come molti lo conoscono oggi, è rinato il 29 giugno 2010. Poco meno di dieci anni fa, grazie alla spinta dell’ex sindaco Simone Millozzi, il club granata venne ricostituito dopo anni di difficoltà. Proprio in quel giorno è nata l’Unione Sportiva Città di Pontedera, alla cui testa inizialmente fu nominato Maurizio Casalini. Quest’ultimo, di fatto, è il primo presidente scelto da un gruppo di imprenditori – e tifosi – locali che, negli ultimi dieci anni, ha portato avanti l’attività sportiva del Pontedera calcio.

IL RITORNO NEI PRO

Dopo aver ereditato una squadra che aveva raggiunto con tranquillità la salvezza in serie D, la nuova società ha impresso un’accelerata al progetto che intendeva riportare i granata nel calcio professionistico. Nella stagione 2010/2011 il Pontedera arriva al secondo posto, vincendo anche i playoff del proprio girone contro Mezzolara e Virtus Castelfranco, mentre l’anno successivo, praticamente senza rivali, centra la promozione in quella che era la Lega Pro Seconda Divisione. Un successo immediato per la nuova proprietà che, nel frattempo, aveva deciso di attuare il primo passaggio di testimone: a Maurizio Casalini succedette Tiziano Orsini, presidente del centenario e del ritorno al calcio professionistico.

IL RUOLO DEL COMUNE

La realtà del Pontedera calcio, con il ritorno nel professionismo, comincia a far parlare di sé. Non solo per i buoni risultati sportivi, ottenuti grazie alla mano di mister Paolo Indiani che siederà sulla panchina granata fino al 2017, ma anche per la solidità del proprio assetto societario. Oltre all’arrivo di Indiani nel 2012, si registra un altro cambio: al presidente Tiziano Orsini succede Gianfranco Donnini, che manterrà la carica sino al 2016. In questo periodo si crea una sinergia con Paolo Boschi. I due imprenditori guidano il club in una sorta di co-presidenza, fino all’addio definitivo di Donnini. La solidità societaria è garantita anche dalla presenza dell’amministrazione comunale, nel consiglio di amministrazione con Matteo Franconi, all’epoca assessore allo sport. Un legame inscindibile, destinato a rafforzarsi. Ora più che mai.

L’ARRIVO DI BOSCHI

Nel 2016, Donnini prosegue nella “condivisione” della presidenza con Paolo Boschi, dimissionario al consiglio di amministrazione di martedì. Dal giugno dell’anno successivo, sarà Boschi a ricoprire da solo la carica, che ha mantenuto fino a poche ore fa. Insieme al direttore generale Paolo Giovannini, Boschi ha guidato il Pontedera anche nelle ultime stagioni in serie C, raggiungendo i playoff nell’annata 2017/18 e in quella che, a luglio, riprenderà proprio con gli spareggi. Ai quali, il Pontedera, non prenderà parte.

DANNATI PLAYOFF

Gli spareggi, per la presidenza Boschi, sono stati una sorta di ritornello. A volte, purtroppo, stonato. Se nella stagione 2017/2018 l’uscita al primo turno con la Viterbese non ebbe troppa eco, la mancata partecipazione dei granata da quelli della stagione successiva - la scorsa - fece rumore. Nelle ultime due giornate di campionato, quando i playoff sembravano ormai cosa certa, i granata bruciarono i sei punti di vantaggio sull’Alessandria. Infine, l’attualità: la rinuncia a quelli di luglio dopo il quarto posto in classifica, che ha scatenato la rivoluzione granata.—

P.M.

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