Il Tirreno

Pontedera

Fermato latitante, aveva collezionato nove arresti

Stefano Taglione
Fermato latitante, aveva collezionato nove arresti

Il 41enne originario di Pontedera  è stato trovato dai carabinieri su una panchina a Cecina Deve scontare una condanna a un anno e cinque mesi

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I carabinieri lo hanno trovato mentre bivaccava su una panchina di viale della Pubblica, in piena zona residenziale di Cecina. Le persone, a causa del suo aspetto trasandato, lo tenevano a distanza. Forse avevano paura. Così i militari hanno deciso di fermarlo e controllarlo. Scoprendo che in passato era stato arrestato ben nove volte per svariati reati, ma soprattutto che su di lui pendeva un ordine di carcerazione della corte d’appello di Venezia di un anno e cinque mesi a causa di una vecchia condanna definitiva (relativa alle fine del 2018) per furto e concorso in resistenza a pubblico ufficiale, emessa in primo grado nel 2010 dall’allora sezione distaccata del tribunale di Legnago (Verona), prima che venisse soppressa come quasi tutte quelle del resto d’Italia, con l’accentramento dei tribunali nei capoluoghi di provincia o comunque nei centri più popolosi per effetto della razionalizzazione delle spese voluta dal Governo Monti.

È già in carcere il quarantunenne Gianni Libiati, che proprio oggi festeggia il suo compleanno. Purtroppo per lui lo celebrerà nel carcere di Livorno. L’uomo, originario di Pontedera, risiede sempre a Legnago, lo stesso comune dove è accusato di aver commesso i reati per i quali i giudici hanno emesso l’ultimo ordine di carcerazione, risalente all’inizio di giugno.

I carabinieri non potevano certo sapere che seduto su quella panchina c’era un pericoloso latitante. E chissà da quanto tempo si trovava a Cecina. La sorpresa è arrivata dopo il consueto riscontro fatto nelle banche dati nazionali, che nasce però da un controllo di routine dei militari. È per questo motivo che il quarantunenne ora si trova in carcere. Libiati è stato arrestato per la prima volta non ancora maggiorenne per rapina e furto. Per quest’ultimo reato ha inanellato cinque arresti in flagranza, oltre a due per resistenza a pubblico ufficiale, altrettanti per violenza o minaccia a pubblico ufficiale e uno per lesioni personali. Ciò per cui è stato accusato ha convinto i giudici a emettere nei suoi confronti varie misure cautelari – libertà controllata, obblighi di dimora, divieti di ritorno in vari Comuni, fino al carcere – mentre alcuni processi si sono conclusi con condanne definitive, motivo per il quale fino a sabato pomeriggio alle 15, quando è stato fermato, era ancora latitante e ricercato in tutta Italia.

Ora la sua seppur breve latitanza. Non è chiaro dove il 41enne abbia abitato negli ultimi anni. La residenza anagrafica risulta ancora Legnago, in provincia di Verona, ma di fatto Libiati è senza lavoro e senza fissa dimora. Lo scorso marzo, fra l’altro, era stato denunciato per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, per aver infranto le norme anti-coronavirus. Ora ha ricevuto anche il foglio di via da Cecina. —

Stefano Taglione

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