Il Tirreno

Pontedera

Commozione, mascherine e gel alla festa di fine anno scolastico

Marco Sabia
I bambini seduti ai banchi, distanziati tra loro, di fronte al municipio di Santa Croce sull'Arno per la festa di fine anno scolastico (Foto Franco Silvi)
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I bambini seduti ai banchi, distanziati tra loro, di fronte al municipio di Santa Croce sull'Arno per la festa di fine anno scolastico (Foto Franco Silvi)

Iniziativa del Comune di Santa Croce coi banchi distanziati di un metro di fronte al municipio. Appuntamento per gli alunni alla fine del ciclo. La sindaca Giulia Deidda: "Un regalo per i bimbi e i genitori"

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SANTA CROCE SULL'ARNO. C’è un bambino della scuola primaria che corre e va ad abbracciare le gambe della sua maestra, perché quest’ultima non può abbracciarlo né stringerlo; sono passati oltre 3 mesi da quando si sono visti per l’ultima volta dal vivo e l’emozione alla fine vince anche sulla paura.

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Nella mattina di lunedì 8 giugno, davanti al municipio di Santa Croce sull’Arno, si è tenuta un’iniziativa originale (voluta dall’amministrazione e con la collaborazione della scuola), l’unica di questo tipo (per adesso) nei comuni del distretto: festeggiare l’ultimo giorno di scuola, trovando un modo quanto più sicuro possibile per rivedere compagni e insegnanti un’ultima volta prima di andare alle elementari, alle medie o alle superiori. Dodici classi si sono date il cambio fra i banchi sistemati in piazza del Popolo e, a ogni turno, le maestre hanno sanificato tavoli e sedie. Un’ora a classe, per farla breve, dedicata a chi è a fine ciclo.

I bambini - quelli che si sono presentati, accompagnati dai genitori - si sono sistemati diligentemente al proprio posto, non si sono abbracciati e hanno tenuto la mascherina “d’ordinanza” per tutto il tempo, che non è esattamente il massimo. Però o così... o Pomì (come recitava una vecchia pubblicità). I piccoli alunni hanno cantato le loro canzoni e al termine di ogni ora la classe di turno ha ricevuto la foto di rito; quando questi bambini saranno grandi e mostreranno i loro vecchi ricordi a figli e nipoti, ci sarà un’immagine dove, fra compagni non si sta abbracciati, ma fermi al banco, a un metro di distanza e con una mascherina sul volto anche se non è carnevale.

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Ogni classe - prima di svolgere quest’ora di lezione alternativa - ha ricevuto i saluti del sindaco di Santa Croce Giulia Deidda: «È un regalo che abbiamo deciso di farvi quello di festeggiare l’ultimo giorno di scuola. Dal 4 marzo vi hanno detto che dovevate stare a casa, che rispettare certe regole. E lo avete fatto bene, sia voi che i vostri genitori. Per questo era giusto creare un momento dove potervi rivedere e salutare prima di cambiare scuola. Ai vostri insegnanti e ai vostri genitori va il nostro applauso».

La maestra Elena Mariotti, davanti ai bambini della terza sezione C della scuola dell’infanzia Albero Azzurro, si è commossa. «Sono emozionata, voglio ricordarvi tutti con grande affetto. A settembre – ha detto parlando con voce rotta dell’emozione – ci rivedremo e andremo a prendere un gelato tutti assieme».

I bambini hanno svolto le attività più disparate durante la mattinata: c’è chi ha cantato, chi ha scandito i numeri in inglese e chi in testa aveva il tacco, il classico copricapo da laurea americano, quello che si lancia una volta concluso il percorso accademico.

Dettaglio curioso: vicino ai piccoli studenti c’erano i genitori, una scena che a scuola si vede difficilmente. I bambini sono apparsi all’inizio anche un po’ spaesati dopo mesi di forzata lontananza da un contesto per loro familiare.

Altro dettaglio curioso: mentre “Vicini ad un metro” (questo il nome dell’iniziativa) andava avanti, in municipio due giovani santacrocesi si dicevano sì dinanzi alla legge: Edison Lama (35 anni) e Rinxi Nyrvete (29 anni), entrambi di origine albanese e adesso trasferitesi provvisoriamente a Pescia per motivi di lavoro. Un momento di “Sì alla vita” che si aggiunge alla voglia dei bambini di vedersi.

Che poi ciò che colpisce è la loro disciplina: nessuno ha fondamentalmente sgarrato ed è saltato addosso ad un compagno per salutarlo. Ed è un valore aggiunto, se si pensa che tanti adulti ancora non hanno capito ad esempio che la mascherina si porta sopra il naso o che è fondamentale detergersi le mani con frequenza, soprattutto dopo aver frequentato ambienti promiscui o comunque aperti al pubblico.

L’auspicio è che questi bambini tornino a scuola a settembre e che possano finalmente riabbracciarsi e mettersi alle spalle questo periodo di “clausura” a casa. Il non abbracciarsi, dovrà tornare ad essere una notizia, non viceversa. In fondo una delle canzoni di ieri mattina faceva «Se sei felice e lo sai, fatti una carezza».

Magari a settembre cambierà in «Se sei felice e lo sai, dammi un abbraccio».

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