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Appello in extremis del sindaco Tarrini: «Occorre rilevarla dal privato»

sabrina Chiellini

«La Regione deve trovare le risorse per procedere con la messa in sicurezza a rifiuti zero prima della fine del mese di agosto»

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CHIANNI

Sulla discarica di Chianni le chiacchiere rischiano di disperdersi al vento delle meravigliose colline della Valdera, già ferite dalla Grillaia abbandonata per decenni e che presto potrebbe tornare ad accogliere rifiuti che contengono amianto. Il sindaco Giacomo Tarrini chiede fatti e non parole o promesse elettorali. E soprattutto milioni di euro, soldi pubblici, per rilevare l’impianto e provvedere a metterlo in sicurezza.

Sindaco, come si esce da questa situazione?

«Ci vogliono impegni certi e la Regione deve subito ritirare le autorizzazioni che ha dato al privato. Deve trovare le risorse per procedere con la messa in sicurezza a rifiuti zero prima di agosto. Dopo sarà troppo tardi e le promesse che arrivano in questi giorni dai tre consiglieri regionali del Pd, Andrea Pieroni, Antonio Mazzeo e Alessandra Nardini, rischiano di essere solo slogan da campagna elettorale».

Sono anni che Chianni chiede soluzioni per la Grillaia...

«Da quando ci siamo insediati, dopo anni di amministrazione di centrosinistra, consapevoli dei gravi problemi avuti in eredità, abbiamo cominciato a chiedere risposte certe ad un problema che dal 1998 non ha mai visto una soluzione definitiva».

Che fine ha fatto il famoso protocollo d’intesa rifiuti zero di cui si parla?

«Appena mi sono insediato, nel 2014, mi sono presentato da tutti i sottoscrittori per metterlo in pratica. Ma le risposte di Provincia e Regione delusero subito le nostre aspettative: non fu possibile procedere per la mancanza di risorse economiche e nelle delibere di approvazione era proprio specificato che i due enti non avrebbero messo a disposizione alcuna copertura dai propri bilanci».

Non crede che si sia aspettato troppo per risolvere il problema?

«Sono andato decine di volte in Regione, nessuno mi ha ascoltato. Ho denunciato pubblicamente che nel 2017 dalla Nsa, la società che è proprietaria dell’impianto, era stato presentato un progetto (270.000 metri cubi di rifiuti da conferire) per il cemento-amianto (eternit). Quello di cui parliamo oggi».

È stata autorizzata una nuova mini discarica sull’area depressa evidenziata dall’Arpat come un serio pericolo ambientale. Un secondo caso dopo quello della discarica del Tiro a Segno di Cascina?

«Sì, esatto. Per questo, se si parla di rifiuti zero, lo devono fare solo se consapevoli che serve a rilevare il sito e renderlo pubblico. E impegnare il denaro per coprire i costi di realizzazione. Serve una soluzione reale e concreta. Ci vogliono tra i 10 e i 12 milioni di euro, non vogliamo essere presi in giro un’altra volta. Bisogna fare in modo che la Regione ritiri le autorizzazioni. Finora agli inviti fatti dal sottoscritto la Regione e il presidente Enrico Rossi non hanno mai risposto. In 22 anni la politica non ha portato avanti alcuna delle azioni promesse per la discarica».

Ora il cerino è rimasto in mano ad un’amministrazione di orientamento diverso da quello di centrosinistra (lei, sindaco, è alla guida di una lista civica). Che fare nell’immediato?

«La discarica va rilevata, va acquistata dal privato e messa in sicurezza senza perdere altro tempo. La Regione ha chiuso l’iter con l’ok della conferenza dei servizi, che autorizza nuovi rifiuti per reggere i costi economici della bonifica, ignorando il parere negativo dei Comuni. Rossi e la sua giunta facciano un passo indietro, senza tergiversare. Altrimenti non si risolve il problema. Questa è la nostra posizione e non cambierà. La Grillaia va messa in sicurezza e con le chiacchiere non si può fare».

In una precedente intervista lei ha detto che già nel 2015 Rossi aveva promesso di interessarsi al caso Grillaia. È vero?

«Sì, mi aveva scritto. Purtroppo, questo non è mai accaduto. Anzi, siamo giunti all’epilogo che tutti conosciamo. Ripeto: chiediamo atti concreti, prima di agosto, prima che la giunta Rossi decada. Chiediamo che il bilancio regionale venga impegnato per realizzare ciò di cui si parla, ovvero rifiuti zero. Altrimenti le affermazioni dei tre consiglieri regionali resteranno dichiarazioni di intenti fini a se stesse». —

sabrina Chiellini

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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