Il Tirreno

Pontedera

Il tricolore della ripartenza, le luci abbracciano Pontedera

Cristiano Marcacci
La facciata di Palazzo Pretorio illuminata col tricolore (Foto Franco Silvi)
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La facciata di Palazzo Pretorio illuminata col tricolore (Foto Franco Silvi)

La suggestiva installazione musicale-luminosa sulla facciata del Palazzo Pretorio. Il sindaco Franconi: "La dedico a tutti quei concittadini che oggi non sono più tra noi" 

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PONTEDERA. Tra i “rapiti” dalla suggestione del fascio di luci tricolore che abbraccia simbolicamente l’intera comunità di Pontedera stagliandosi sulla facciata del Palazzo Pretorio di piazza Curtatone c’è anche il sindaco della città della Piaggio, Matteo Franconi, il quale, lo scorso aprile, era rimasto incantato dai video della stupenda scenografia che per più di una volta era stata ricreata alla sede de Il Tirreno a Livorno grazie al talento e alla competenza di Paolo Grossi, in arte “Doctor Sax”, e della sua “Music Staff Italia”.

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«Ringrazio Grossi e Il Tirreno – ha detto il primo cittadino di Pontedera – per aver voluto portare anche a Pontedera questa iniziativa in un momento in cui i simboli ed il senso di appartenenza ad una comunità costituiscono gli appoggi più saldi per rialzarci ed uscire dalla dura fase dell’emergenza epidemiologica. Perché il Palazzo Pretorio è un simbolo indiscutibile della nostra città, un tratto che identifica con orgoglio Pontedera. E perché il tricolore racconta la dignità che non abbandona mai questo Paese, la sua ingegnosa capacità di rimboccarsi le maniche ed affrontare le avversità con quella originale genialità che tutto il mondo ci riconosce. Questa illuminazione tricolore del Palazzo Pretorio vorrei dedicarla a tutti coloro che non possono ammirarla e ci hanno lasciato in questo periodo. Ma vorrei dedicarla anche agli occhi dei più piccoli, allo stupore che solo i bambini sanno accompagnare alla bellezza e ai loro sogni. Vorrei che per questi giorni i colori dell’Italia riflessi su uno dei simboli di Pontedera siano di auspicio per un paese più giusto, più equo, più attento ai bisogni delle persone e meno tollerante verso ogni disuguaglianza. Grazie ancora a Il Tirreno per questa bella e significativa iniziativa donata alla città».

Il tricolore che avvolge il cuore pulsante di Pontedera offre una grande emozione, uno straordinario impatto visivo. E un messaggio chiaro. Ne è convinto anche il direttore de Il Tirreno Fabrizio Brancoli, che non si è voluto perdere lo spettacolo. Per lui quel tricolore è qualcosa di più. La scintilla l’hanno accesa tanti bambini, chiamati a colorare il disegno della facciata del giornale, alcune settimane fa: guarda caso, loro scelsero i colori della nostra bandiera. Così è nata l’idea: grazie a Paolo Grossi, rendere realtà una fantasia dei nostri lettori più piccoli. Il Tirreno ha immaginato il tricolore insieme a quel cartello che per mesi ha arricchito di significati l’ingresso delle redazioni centrale e distaccate. C’erano scritte due sole ma sostanziali e basilari parole: impegno e coraggio. Doti e risorse che durante l’emergenza sanitaria hanno accompagnato il lavoro quotidiano dei giornalisti, ma che d’ora in poi dovranno alimentare la capacità di ripresa e di ripartenza delle comunità. A cominciare da quella pontederese, alla quale l’installazione musicale-luminosa di ieri sera è stata appunto dedicata.

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Impegno e coraggio. Sono proprio le cose che ci servono ora e che ci serviranno per farcela. Perché noi italiani, nelle situazioni difficili e più complicate, riusciamo sempre a dare il meglio di noi stessi.

E se siamo italiani ripuliamo allora dalla retorica il nostro tricolore e spariamolo tra le tenebre della paura e dell’incubo da Covid. Non è vero che la nostra bandiera è ammuffita e inutile. È stupenda, specie se con i suoi colori riesce ad allontanare la notte.

 

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