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Pensioni e invalidità, migliaia le pratiche ferme

Sabrina Chiellini
L’attività della Medicina legale, all’interno del cosiddetto palazzo blu di Pontedera è sospesa da più di due mesi per l’emergenza coronavirus
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L’attività della Medicina legale, all’interno del cosiddetto palazzo blu di Pontedera è sospesa da più di due mesi per l’emergenza coronavirus

Restano disattese le esigenze delle persone disabili e la colpa è la mancanza di spazi per la commissione esaminatrice

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PONTEDERA. Mentre riprendono le visite ambulatoriali e vengono riorganizzati ospedali e distretti, ora che si è chiusa la fase acuta dell’infezione da Covid, l’Asl Toscana Nord Ovest prende tempo e non riesce a fare riprendere le visite per la certificazione di disabilità e l’attività della commissione patenti. Motivo? La sede di via Garibaldi è ancora occupata per altre attività. Non ci sono altri spazi disponibili, stando a quanto è stato spiegato dall’azienda in questi giorni, e si pensa di accorpare il servizio, anche se in via temporanea, a Pontedera.

A darne notizia è l’avvocato Annalisa Cecchetti, presidente dell’Anmic provinciale, l’associazione nazionale mutilati e invalidi civili, che invita l’Azienda Toscana Nord Ovest a trovare una soluzione per fare ripartire tutta l’attività sospesa della Medicina legale. Attività che era stata fermata in modo da ridurre il rischio di contagio da Covid-19 tenendo conto anche del fatto che si parla di servizi rivolti a disabili, persone fragili anche per i rischi di contrarre l’infezione. All’inizio di marzo l’Asl ha quindi sospeso l’attività dei collegi di accertamento di invalidità civile e handicap (poiché i benefici decorrono dalla data della domanda e non dalla data della visita, il differimento di quest’ultima non comporta aggravi per gli utenti), era stato spiegato. Stop anche all’attività degli ambulatori per il rilascio di certificazioni, ad eccezione di quelle per la grave patologia. Discorso diverso per l’attività della Commissione patenti dove sono intervenute le proroghe stabilite dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le pratiche rimaste nel cassetto in oltre due mesi di chiusura non sono poche. L’arretrato prima o poi le commissioni dovranno smaltirlo e se il servizio non riprende la mole di lavoro e i disservizi certamente non diminuiranno. Si parla di 800 domande da valutare per Pisa e di 300 per l’area di Pontedera.

«È un servizio importante per molte famiglie che già sono alle prese con tutte le difficoltà che comporta una invalidità – dice Cecchetti – Non crediamo che la soluzione di trasferire la commissione invalidità solo su Pontedera possa essere sufficiente. Inoltre è destinata ad aumentare i problemi di trasporto dei pazienti chiamati alla visita. Ogni mese poi in media le nuove richieste che arrivano a Pisa sono 400. Si capisce che è necessario tornare quanto prima alla normalità, pur nel rispetto delle regole per evitare il contagio visto che spesso abbiamo a che fare con persone immunodepresse da tutelare. Come Anmic chiediamo all’Asl di attivare al più presto le commissioni sia su Pisa che su Pontedera. Due mesi di stop, era inevitabile, qualche problema lo hanno creato, in particolare con le richieste per la legge 104, i certificati di invalidità da presentare al datore di lavoro, oltre che con le richieste di indennità di accompagnamento. Dire che il servizio verrà trasferito a Pontedera non ci sembra una misura sufficiente. Anche Pontedera ha necessità di smaltire l’arretrato». —

Sabrina Chiellini.
 

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