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Collinarea, prove in piazza e “spettacoli dislocati” grazie alla fibra ottica

andreas quirici
Collinarea, prove in piazza e “spettacoli dislocati” grazie alla fibra ottica

In attesa dell’ok ufficiale al festival, a Lari ci saranno laboratori all’aperto in vista  degli eventi. Progetto innovativo per il distanziamento sociale

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CASCIANA TERME LARI

Non è ancora ufficiale, ma Lari ha potrebbe avere il suo festival teatrale. Con l’aggiunta di un progetto legato alla fibra ottica che consentirà di creare “uno spettacolo dislocato”.

Giovedì, intanto, organizzatori e Comune s’incontreranno per valutare le misure studiate per lo svolgimento del Collinarea festival che va avanti da oltre vent’anni. Tra tante cancellazioni, quello diretto da Loris Seghizzi potrebbe essere uno dei pochi eventi culturali sopravvissuti al Covid-19.

In attesa dell’ok ufficiale, è stata pubblicata un’ordinanza per chiudere al traffico piazza Vittorio Emanuele II, dalle 18,30 a mezzanotte il lunedì e martedì tra il primo giugno e il 27 luglio per dare la possibilità alle compagnie del festival di effettuare le prove. «Il teatro è chiuso fino al 15 giugno – racconta Seghizzi – e non lo riapriremo al pubblico. Visto che stiamo lavorando a Collinarea, abbiamo deciso di effettuare le prove all’aperto». Saranno laboratori teatrali a cui i passanti potranno assistere, senza creare assembramenti.

Inizialmente si tratterà di una sperimentazione per valutare come gestire le prove e gli spettatori. E se tutto andrà per il meglio, l’idea già in cantiere è ampliare l’area per i laboratori teatrali, così da coinvolgere di più il borgo di Lari, i suoi abitanti e, soprattutto, le attività commerciali.

«Sono il nostro riferimento – dice ancora Loris Seghizzi – Se il festival si svolgerà, daremo un po’ d’ossigeno proprio a chi ha negozi nel paese. Coi laboratori e gli spettacoli faremo rivivere Lari, contribuendo a rimettere in moto un meccanismo sociale, ma anche economico». Il direttore artistico di Collinarea parla, appunto, di «esperimento sociale» per il contesto in cui sta nascendo il festival ai tempi del Covid-19 e per quanto riguarda le misure che saranno intraprese qualora arrivasse l’ok allo svolgimento dalle autorità.

«L’arte, la cultura e i suoi protagonisti – afferma ancora Seghizzi – sono stati considerati l’ultima ruota del carro rispetto al sostegno offerto dallo Stato ai vari settori economici. La situazione per noi è estremamente difficile, ma film e spettacoli in tv e in streaming di attori, cantanti e artisti in genere sono stati fondamentali per aiutare le persone nelle settimane di isolamento forzato. Se riusciremo a mettere in scena Collinarea sarà un esperimento sociale complessivo, dalle prove agli spettacoli veri e propri. E, in base al piano per lo svolgimento del festival, il distanziamento sociale avverrà con il pubblico inserito nell’architettura del borgo, anche per valorizzare questo aspetto. Non ci saranno palchi con gli spettatori in basso, ma attori che si muovono in mezzo alla gente o al massimo anfiteatri».

Il piano dettagliato, come affermato da Loris Seghizzi, è già pronto. Compresa la previsione di staccare biglietti su prenotazione per poter programmare la dislocazione degli spettatori nel luogo in cui si svolge quel determinato spettacolo. In tutto saranno 27 eventi, dal 23 luglio al primo agosto dislocati nel borgo di Lari tra circo di strada, teatro contemporaneo e performativo.

L’eventuale edizione di quest’anno sarà anche l’occasione per sperimentare il progetto il cui nome non definitivo è “Connessioni/Lari360”. «È unico in Europa – aggiunge Seghizzi – Attraverso uno speciale cablaggio si creerà “uno spettacolo dislocato. In pratica, una rappresentazione viene suddivisa in tre aree. Gli spettatori vedono la parte di spettacolo a cui assistono dal vivo e il resto delle sessioni in video. È un’operazione che dura da dieci anni con esperti del settore e dell’università. Quest’anno è il momento giusto per metterlo in pratica, visto l’utilizzo delle “connsessioni forzate” e la necessità del distanziamento sociale». —

andreas quirici

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