Il presidio
Mini-finanziamenti, centinaia di richieste e tanta burocrazia per le imprese
L’impegno della Banca di Pisa e Fornacette e della Banca popolare di Lajatico per fronteggiare l’emergenza economica
PONTEDERA. Sostegno all’economia locale, vicinanza a imprenditori e lavoratori e presenza stabile sul territorio. Una triplice missione che, durante l’emergenza sanitaria, accomuna due dei principali istituti bancari della provincia di Pisa, ovvero la Banca di Pisa e Fornacette e la Banca popolare di Lajatico. Due realtà che, sul territorio, costituiscono un vero e proprio punto di riferimento per risparmiatori e imprese. E che, per questo, rappresentano un ponte tra le istituzioni centrali e la popolazione, soprattutto per quanto riguarda le misure economiche di rilancio.
PRESENZA . Nei giorni successivi al lockdown, le banche hanno dovuto innanzitutto muoversi per rendere quanto più accessibili i propri servizi, alla luce della limitazione degli spostamenti e dei divieti di assembramento. «La nostra banca ha applicato tutte le norme e mantiene gli sportelli aperti con orario ridotto – dice Gianpiero Lari, vicedirettore generale della Banca popolare di Lajatico – la regola è di avere un cliente per ogni dipendente, mantenendo il rispetto delle distanze e adottando le misure di sicurezza, come gli schermi in plexiglass, i gel igienizzanti e i guanti». Una presenza stabile, dunque, che non è mai venuta meno. «Le filiali sono operative, il servizio si va normalizzando – continua – gli uffici che non fanno da sportello operano su appuntamento, così come avveniva prima dell’emergenza». Particolare importanza ha avuto l’home-banking, sul quale ha puntato la Banca di Pisa e Fornacette. «A quelle più tradizionali abbiamo presto affiancato nuove modalità di comunicazione a distanza che hanno permesso di limitare fortemente l’afflusso alle filiali – spiega Gianluca Marini, direttore generale dell’istituto – vogliamo essere una banca reattiva ai cambiamenti: ai nostri clienti abbiamo dato la possibilità di accedere al proprio sportello sia tramite chat, sia prenotando una videochiamata, offrendo anche una carta di debito gratuita a tutti coloro che riscuotono la pensione ai nostri sportelli, garantendo loro così la possibilità di prelevare in libertà da qualsiasi bancomat».
LE RICHIESTE. Facile immaginare come, in un periodo come questo, le richieste alle banche siano aumentate in modo esponenziale. «L’afflusso di richieste per i finanziamenti da 25mila euro è stato imponente – afferma Marini – ma anche per quanto riguarda la sospensione delle scadenze, per le moratorie e per l’anticipo sulla cassa integrazione». In questo senso, la Banca di Pisa e Fornacette si è mossa giocando d’anticipo e garantendo risorse ulteriori rispetto a quelle stabilite dal “Decreto Liquidità”. «Ci adoperiamo prevalentemente per sostenere il tessuto economico del territorio e i nostri correntisti si sono rivolti a noi perché conoscono la nostra disponibilità all’ascolto – prosegue – abbiamo anticipato la cassa integrazione ai lavoratori di aziende che hanno sospeso o ridotto la propria attività, liquidando tutte le richieste in tempi brevissimi, e raddoppiato il plafond dedicato ai finanziamenti da 25mila euro, anticipandoli in caso di estrema urgenza senza aspettare il rilascio della garanzia dal Fondo centrale».
PIÙ SEMPLICITÀ. Anche la Banca popolare di Lajatico si è presto adeguata alle esigenze dei correntisti. «In alcuni casi abbiamo anticipato accordi presi da istituzioni centrali – specifica Lari – dando la possibilità di sospendere le rate del mutuo in scadenza e offrendo ai lavoratori autonomi che hanno sospeso la propria attività di accedere alla moratoria e non pagare i propri mutui». Anche sul versante del “Decreto Liquidità”, l’istituto ha agito velocemente. «Siamo stati subito operativi – spiega – nonostante il volume ingente di richieste, in pochi giorni siamo riusciti ad interloquire con il Fondo di garanzia verso il quale le imprese non hanno più l’obbligo di rivolgersi attraverso i consorzi». Ciò, ovviamente, ha richiesto un’organizzazione complessa per le banche. «Per erogare un prestito con garanzia statale l’iter burocratico è articolato – commenta – abbiamo dovuto prestare attenzione alle tante interpretazioni delle norme». La richiesta, dunque, è una sola: più semplicità. «Lo Stato ha dato alle banche la possibilità di aiutare le imprese – conclude Lari – ma c’è una forte necessità di semplificazione, soprattutto a favore delle piccole imprese che, sul territorio pisano, compongono l’ossatura del tessuto economico».
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