Italia
«Non siamo eroi, siamo infermieri e mal pagati»
Tania Vaccai, intervistata più volte durante l’emergenza, spiega come presto l’impegno è stato dimenticato La categoria è in protesta
POntedera
La delusione degli infermieri per il trattamento che è stato loro riservato dopo la fase acuta dell’emergenza Covid è sempre più grande. Anche Tania Vaccai, di Uliveto Terme, infermiera dell’ospedale di Cisanello, non rinuncia a fare sentire la sua voce a nome di tutta la categoria. Lei che nei giorni della grande paura è stata intervistata più volte da giornali e tv. «Io e tanti altri siamo dovuti stare lontani dalle famiglie, nel mio caso ben 35 giorni. E qui dobbiamo ringraziare l’Aoup che ci ha messo a disposizione gli alloggi. Noi abbiamo rischiato e rischiamo la vita tutti i giorni», si sfoga l’infermiera che ha lavorato in uno dei reparto di rianimazione Covid, in stretto contatto con il dolore e la paura. «Certo, questo è il nostro lavoro, è vero: noi lo abbiamo scelto. Noi eravamo gli eroi nel momento in cui tutti avevano paura e il virus aveva colpito gravemente tante persone. Noi lottavamo per far guarire e assistere i malati rischiando il contagio. Quando siamo andati nei reparti Covid ci siamo andati per le persone contagiate e non abbiamo chiesto niente a nessuno». Ma quanto guadagna in genere un infermiere? «Percepiamo 1500 euro al mese, quanto un operaio della Piaggio. Credo che sia il più basso a livello europeo. E non abbiamo chiesto aumenti di stipendi o premi. Governo e Regione ci hanno promesso premi che non ci sono stati». Da essere osannati ad essere dimenticati il passo è stato breve. «Siamo stati presi in giro. Ora devono solo vergognarsi per come ci trattano». L’infermiera, che non si tira indietro quando c’è da fare una battaglia, ammette la sua delusione. «Basta con le parole – dice – Un ospedale senza infermieri può andare avanti ? Non siamo medici ma lavoriamo in equipe. Gli uni senza gli altri non possono stare. Non scioperiamo, non ci fermiamo. E sapete perché? Quei letti dei nostri ospedali sono pieni di persone che hanno bisogno di noi, pesiamo sempre che in uno di quei letti ci potrebbe essere un nostro caro e questo ci spinge ad andare avanti. Ma se facciamo come il nostro governo, ce ne freghiamo di tutto e tutti e ci fermiamo? Chi si prenderà cura di loro?». Il rammarico è grande anche per la considerazione finora dimostrata per i lavoratori in generale, specialmente per i tanti che ancora non hanno ricevuto la cassa integrazione. «Ma una cosa mi sento di dirla: sono orgogliosa di fare il mio lavoro ed aiutare il prossimo. È doveroso – qui il tono di fa ironico – ringraziare tutti i membri del Governo per quello che non stanno facendo...».
Intanto i sindacati degli infermieri si stanno mobilitando, per il trattamento ricevuto dalla Regione nel corso dell’emergenza Covid. Definiscono la quota riconosciuta per l’emergenza come una “mancetta supertassata”. Gli infermieri (il Nursind sta organizzando un flash mob per il 3 giugno a Firenze) chiedono il riconoscimento della loro professionalità dimostrata anche nel corso dell’emergenza Covid. –
s.c.
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