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«Facciamo squadra e promuoviamo il nostro territorio Così si supera la crisi»
Parla il nuovo presidente della Cassa di risparmio di Volterra Ghionzoli: «Il mio mandato nel segno della continuità»
volterra
Titolare di uno studio commercialista, presidente della Misericordia di Saline e, da poche settimane, presidente della Cassa di risparmio di Volterra. Tutto si può dire, ma non che Giorgio Ghionzoli non abbia il polso della situazione di ciò che avviene in Valdicecina. «In effetti sono molto impegnato in questo territorio – dice – E credo che serva un unico grande progetto per questa zona, fare squadra e promuoverla per far capire a chi ci guarda da fuori l’alto livello della qualità della vita».
Sinergia e continuità. Sono queste le parole chiave per inquadrare la presidenza del successore di Giovanni Manghetti che ha rassegnato le dimissioni dalla carica più alta dell’istituto di credito, rimanendo però nel consiglio. Un compito non facile, il suo.
«Il presidente ha fatto bene e se la banca ha mantenuto l’autonomia è soprattutto merito suo. La mia fortuna è stata quella di stargli a fianco per tutti questi anni, fino a ereditarne il ruolo. Ma la Cassa di risparmio di Volterra ha progetti già ben delineati che intende portare avanti. Per questo mi sento di tranquillizzare famiglie, aziende, professionisti e risparmiatori in genere sul fatto che vogliamo portare avanti ciò che abbiamo pianificato finora».
Può spiegarci meglio?
«In altre parole, l’obiettivo della banca è di mantenere l’autonomia ed essere più forte. E per fare questo investe sul territorio di riferimento ogni centesimo raccolto nello stesso territorio. Non come fanno i grossi gruppi che finanziano solo le grandi aziende. In questa maniera si genera ricchezza per i soci e si riesce a rimanere robusti anche in periodi di crisi. E a essere un valido appoggio per l’economia locale».
A proposito, come sta l’economia di Volterra e dintorni?
«Diciamo che è ancora presto per fare bilanci o azzardare previsioni. Di sicuro il lockdown per il coronavirus ha picchiato duro. Ma si dovranno tirare le somme tra qualche mese. Il nostro compito, adesso, è supportare al meglio le famiglie e le piccole imprese, anticipando le richieste tramite consulenze specifiche. E lo stiamo facendo a pieno».
Parlando di autonomia, che ne pensa del ruolo della Fondazione all’interno della banca?
«L’autonomia è fondamentale. La Fondazione ha la nostra stessa visione, cercare strumenti giuridici che consentano di non perdere il controllo dell’istituto».
E sul progetto della ricerca di un partner solido?
«Abbiamo alcuni progetti di cui non posso parlare. Ma anche in questo caso, l’obiettivo è la solidità e l’autonomia della banca».
Che ruolo gioca nel suo nuovo incarico il radicamento sul territorio che ha maturato in tutti questi anni?
«Sarà fondamentale. Io sono nato a Montecatini Valdicecina, dove a 17 anni mi sono fidanzato con mia moglie Cristiana Spila. Ho cominciato a lavorare da ragioniere commercialista nel 1984 per poi laurearmi nel 2018. Mi mogli e mia figlia Gemma lavorano con me, mentre l’altro figlio è un assistente di volo di Ryanair di base a Manchester. In più sono presidente da 6 anni della Misericordia dove coordino un gruppo di volontari straordinari. Sono il risultato di tutte queste cose insieme, famiglia, lavoro e impegno per il territorio. Penso di poter svolgere al meglio il compito all’interno della banca in un anno davvero particolare per me».
Cioè?
«Oltre alla presidenza dell’istituto di credito, a fine agosto diventerò nonno». —
a.q.
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