Meteo
L’ottimismo cresciuto dalla rinnovata comunità
pontedera
Ha ruotato attorno a delle parole chiave l’intervista rilasciata a Il Tirreno dal sindaco di Pontedera Matteo Franconi, eletto quale successore di Simone Millozzi lo scorso giugno. Ne abbiamo colte cinque. Eccole.
Ottimismo. Dice Franconi: «Dopo aver vissuto questa esperienza e dopo aver visto tanto impegno e tanta passione da parte di tutti, soprattutto dalle associazioni di volontariato, non c’è che da essere ottimisti per il futuro. La fase della ripartenza sarà dura e complicata, ma sono convinto che tutti insieme ce la faremo».
Comunità. Più volte risuona dalla bocca di Franconi. «Nella frenesia della vita quotidiana pre-Covid – afferma – non conoscevamo e quindi non potevamo apprezzare abbastanza il nostro vicino di casa, colui che abita allo stesso piano dello stesso condominio. Oggi lo conosciamo e sappiamo quali sono i suoi bisogni e le sue necessità. E lui sa ugualmente di noi. Abbiamo riscoperto e rilanciato una comunità e questa è la cosa più positiva e più bella da cui rimettersi in moto».
Mai pentito. Quando, nel giugno del 2019, Matteo Franconi vinse le elezioni e mise piede a Palazzo Stefanelli con indosso la fascia tricolore, nessuno pensava che dopo pochi mesi l’erede di Simone Millozzi potesse ritrovarsi a gestire una fase così delicata per tutta la popolazione, un’emergenza sanitaria e sociale davvero senza precedenti. Legittimo chiedergli se si è pentito di aver accettato di candidarsi a sindaco di Pontedera. «Assolutamente no – ci risponde in un batter d’occhio –. Non mi sono mai pentito, anzi. Sono ancora più convinto che fosse la scelta giusta e sono più che orgoglioso di averla fatta. Mi commuovo quando incontro le persone che mi ringraziano dicendo “Non ci siamo mai sentiti soli”. Questo, per me, è il più bel complimento che possa ricevere. È proprio grazie alla comunità che mi onoro di rappresentare e di amministrare che vado fiero della scelta di oltre un anno fa».
Mascherina. La fase post-lockdown non preoccupa più di tanto il sindaco Franconi. «Sugli assembramenti non vorrei – dice – si commettesse gli stessi errori fatti coi congiunti, termine che non prevedeva gli amici di lunga data. Difficile dire cos’è un assembramento e cosa non lo è. Lo sono dei giovani fuori da un locale e non lo sono decine di persone in fila davanti alla Coop? Penso che ci sia solo una certezza da dover evidenziare: l’uso della mascherina è necessario per la propria e l’altrui salute. Occorre indossarla e a questo proposito abbiamo già messo in campo dei controlli mirati».
Nonni. Dall’era Covid escono devastati. Molti sono i morti tra gli over 65enni. «Ma è anche grazie a loro – sostiene il primo cittadino di Pontedera – se tante famiglie, in questo periodo buio, hanno mantenuto la barra dritta. Sono stati ancor più fondamentali per i loro nipoti. Rappresentano meglio di altri il senso di una rinnovata comunità». —C.M.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google