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Pontedera

Il virus fa meno paura: riapertura ormai vicina per i centri diurni

Alessandro Bien tinesi
Il virus fa meno paura: riapertura ormai vicina per i centri diurni

Il 1° giugno riprenderà l’attività dello Scoiattolo e dell’Aquilone riservata a persone con disabilità

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La delibera della Regione Toscana ha fissato un tempo preciso per la riapertura dei centri diurni: il 1 giugno. Dopo la sospensione delle strutture per persone con disabilità legate all’emergenza coronavirus, a giorni anche i due centri di Pontedera riprenderanno le loro attività.

Il protocollo operativo che dovranno adottare nel centro diurno Lo Scoiattolo in via Gorizia e l’Aquilone in via Fantozzi, entrambi gestiti dalla cooperativa Agape, saranno un primo test importante anche in chiave futura.

Alcuni degli elementi del protocollo, dalla sanificazione ai controlli passando per la turnazione tra attività in sede e attività da remoto, saranno applicati a settembre anche nelle scuole cittadine. Un elemento unico, legato proprio alla condizione di disabilità degli ospiti, è l’obbligo di effettuare sia un tampone che il test sierologico. Un doppio controllo, al quale verranno sottoposti anche gli operatori, per garantire la sicurezza di tutte le persone che frequenteranno dal 1 giugno le due strutture. La delibera regionale impone la ripetizione del test sieriologico ogni quindici giorni e proprio in questi giorni l’azienda Usl, a suo carico, sta già pianificando tramite gli assistenti sociali i test ai circa trentacinque ospiti dei due centri diurni pontederesi. Date per buone le indicazioni preliminari che precedono la riapertura, quindi pulizia e sanificazione di tutti i locali, importante è l’aspetto della frequenza dei due centri diurni.

Per garantire il necessario distanziamento sociale, infatti, la Regione ha disposto che le strutture accoglieranno gli utenti con una flessibilità oraria e organizzando l’accesso secondo turni mattutini e pomeridiani. A Pontedera, almeno nella fase iniziale, si sceglierà in via preferenziale la frequenza a giorni alterni. La necessità di avere un numero ridotto di ospiti contemporaneamente, con il protocollo regionale che in alcuni casi impone il rapporto di un operatore per una persona con disabilità, non permette alternative.

A Scoiattolo e Aquilone, però, già nei quasi tre mesi di isolaemnto domiciliare sono stati avviati laboratori e attività online, almeno tre volte alla settimana. Queste proseguiranno anche dopo la riapertura del 1 giugno, integrando le attività in presenza a quelle a distanza. E con la possibilità per alcuni operatori di lavorare direttamente a casa delle famiglie. Sarà garantita, in entrambe le strutture della mensa, anche il servizio mensa. Rispetto all’epoca pre-Covid, però, non saranno gli ospiti dei centri a organizzarla. Così come altre attività che effettuavano in autonomia in precedenza.

Saranno previsti piatti e portate singole da consumare in tutta sicurezza. Per questo la cooperativa Agape ha provveduto, in questo periodo di chiusura forzata, a formare tutto il personale, aggiornando anche il documento di valutazione dei rischi.

Anche per quanto riguarda i dispositivi di sicurezza, in particolare le mascherine, la delibera regionale prevede che la gestione e distribuzione giornaliera spetti all’Estar. Dpi consegnati, poi, ai direttori di presidio e responsabili di zona del distretto che, a loro volta, le forniranno ai centri diurni. Ultimo elemento, ma non certo il meno importante , è quello del trasporto ai due centri diurni di Pontedera. Questo continuerà ad avvenire grazie al servizio delle associazioni di volontariato che, ove previsto e necessario, porteranno gli ospiti dai propri domicili alle strutture. Con alcuni obblighi: oltre alla pulizia giornaliera del mezzo di trasporto, l’operatore che accompagna gli utenti dovrà essere dotato di termoscan e, prima di far salire ogni utente a bordo, dovrà misurare la temperatura corporea. Operazione che verrà ripetuta anche all’ingresso di due centri diurni. Un doppio controllo che dovrebbe abbassare ulteriormente il rischio di contagio da Covid-19. —

Alessandro Bien tinesi

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