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Anfiteatro, a luglio la ripartenza per far emergere il perimetro

andreas quirici
Anfiteatro, a luglio la ripartenza per far emergere il perimetro

Tra un mese riprende lo scavo a Porta Diana con un budget di 500mila euro Previste visite guidate nel cantiere per gruppi di circa venti persone

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VOLTERRA

Un mese alla ripartenza, giorno più, giorno meno, per lo scavo dell’anfiteatro romano di Porta Diana a Volterra. In ritardo sulla tabella di marcia, che prevedeva l’inizio dei lavori ad aprile, ma che è stato posticipato per l’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus. Nel periodo tra la fine di giugno e l’inizio di luglio dovrebbe essere tutto pronto per la terza fase dello scavo, quella con il maggior budget a disposizione (500mila euro) per la Soprintendenza guidata da Andrea Muzzi, e che prevede la scoperta anche di parte del perimetro della struttura archeologica, oltre a continuare l’opera di emersione di quanto già scavato dal 2016 all’anno scorso.

L’attesa è alta a Volterra, sia per l’importanza della scoperta, sia per l’offerta culturale e storica della città, in special modo durante un periodo difficile, dal punto di vista sociale ed economico, come quello attuale. Il fatto che sia confermata l’intenzione di aprire lo scavo alle visite guidate rappresenta un contributo per portare turisti a Volterra. «Al Comune, con cui siamo in perfetta sintonia, così come con Regione e Fondazione Cassa di risparmio di Volterra, proporrò appuntamenti settimanali – dice la funzionaria della Soprintendenza Elena Sorge –. Magari in gruppi di venti persone, in modo da poterli gestire meglio e mantenere comunque le distanze di sicurezza».

In questa fase sono in corso le gare per affidare gli incarichi di affiancamento alla squadra di archeologi e di movimento terra. Serviranno due aziende. Una, appunto, del settore archeologico e l’altra esperta nello spostare terreno da un punto all’altro del cantiere. «Ogni giorno ci saranno circa dieci archeologi – prosegue la funzionaria della Soprintendenza – oltre agli operai. Nella nostra squadra, quella della progettazione, ci sono cinque elementi tra etruscologici, archeologi romani e medievisti. Finora, ciò che abbiamo tolto dai resti dell’anfiteatro è fango. Ma potremmo anche trovare strati medievali. Un fatto che arricchirebbe la nostra esperienza di appassionati di archeologia nello scavo dell’anfiteatro, ma che potrebbe rallentare i lavori».

La previsione è che si vada avanti fino a ottobre, tempo permettendo. Ma la novità di questa terza parte di lavori è il budget da utilizzare. La prima volta, nel 2016, furono messi a disposizione 40mila euro dalla Fondazione Cassa di risparmio di Volterra e 20mila dallo Stato. La seconda, invece, ben 250mila euro dalla stessa Fondazione e, questa volta, le risorse ammontano a 500mila euro, grazie ai finanziamenti di Regione e Stato. Una potenza di fuoco su cui si punta per far riemergere molti reperti della struttura (finora è stato portato alla luce un sesto del totale). «Lavoreremo su due fronti – dice ancora Sorge – per continuare a scavare nell’area già emersa e per scoprire parte del perimetro, anche se alcune zone sono sotto le colline circostanti e sarà praticamente impossibile riportarle alla luce». —

andreas quirici

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