Il Tirreno

Pontedera

il futuro di cascina 

«Sulle scelte urbanistiche non vogliamo ipoteche È necessario fermarsi»

Progetto Cascina scrive al prefetto di Pisa chiedendo il suo intervento. «Si vogliono far passare decisioni a tempo ormai scaduto»

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CASCINa

Ogni volta che si parla di urbanistica le polemiche non mancano.

«In questi giorni la giunta del Comune di Cascina si “autoelogia” di un buon risultato raggiunto, a proprio giudizio, per la elaborazione del Piano strutturale intercomunale redatto con (o da?) Pisa», fa notare Progetto Cascina.

Progetto Cascina, invece, non concorda, né nel merito e soprattutto nel metodo, «aspetto questo che sembra sfuggire a molti osservatori della politica locale. Cambiare tutto per non cambiare niente: non sembra intravedersi alcun cambio di visione, nessuna svolta, nessuna diversificazione che possa far anche solo immaginare quale sia il progetto che ogni giunta deve pretendere di avere nel redigere questo strumento di governo del territorio con importantissime ricadute sul piano urbanistico, sociale, ambientale ed economico, per la città».

E così si torna a parlare della realizzazione di un’uscita sulla Fi-Pi-Li a San Frediano a Settimo. Una vecchia idea del centrosinistra. «Siamo davanti allo stesso incubo vissuto con l’approvazione dello sciagurato regolamento urbanistico redatto dalla giunta di Alessio Antonelli. È legittimo che oggi i rappresentanti del Pd lamentino la fretta della giunta nel redigere il piano, ma è altrettanto certo che non dovrebbero dimenticare come non gli siano state sufficienti quasi due consiliature per non arrivare ad una conclusione del progetto che avrebbe riguardato la città metropolitana pisana da 200mila abitanti», osserva Progetto Cascina. Secondo la lista che fa riferimento anche all’ex vicesindaco Michele Parrini, non è corretto che l’amministrazione comunale «operante in regime di “prorogatio”, si arroghi l’autorità di procedere all’adozione di uno strumento così importante per i cascinesi, ipotecando e condizionando di fatto l’azione di governo delle amministrazioni future». Se non si è deciso in quattro anni ora ci si fermi, dice Progetto Cascina. «Questa azione amministrativa è lesiva dei diritti dei cittadini di Cascina e in contrasto con le regole del buon senso e del “galateo istituzionale”. Progetto Cascina non si sta limitando ad una mera e sterile schermaglia politica ma ha chiesto l’autorevole intervento del prefetto di Pisa su questa vicenda».

In questi giorni poi la discussione si è concentrata sulla zona commerciale di Navacchio. «La giunta attuale come quella del Pd non ha avuto coraggio e lungimiranza. Non ci sono solo i terreni vicino al Centro dei Borghi ma anche quelli ad ovest di Decathlon in attesa della definitiva approvazione. È inammissibile ed inconcepibile che un'azione di governo per uno strumento così importante aspetti così tanto tempo», conclude Parrini. —



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