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Senza protocolli eventi storici ko E per la Valdicecina è un vero dramma
Niente rievocazioni di balestrieri e sbandieratori per S. Giusto A rischio anche il programma estivo di Pomarance
VOLTERRA
Balestrieri, sbandieratori, rievocazioni storiche, turismo. Parole chiave per capire parte dell’economia di Volterra i cui amministratori dovranno ingegnarsi quest’anno per sopperire alla cancellazione di praticamente la totalità degli eventi.
Le festività d’inizio giugno per il patrono della città, San Giusto, così come l’Astiludio nello stesso mese. Un problema che riguarda tutta la Valdicecina.
A Pomarance, infatti, entro fine maggio si deciderà se fare o meno il Palio delle contrade di settembre, mentre la sindaca Ilaria Bacci ammette: «Non solo il palio, ma dovremo rivedere tutto il programma delle manifestazioni estive, compresi i mercatini e il Festival teatrale delle Colline geotermiche».
Purtroppo quegli eventi che potrebbero portare turisti, le rievocazioni storiche per intenderci, sono proprio quelle attività che non sono state regolamentate da protocolli governativi contro i contagi da coronavirus. Le stesse manifestazioni che, invece, servirebbero come il pane a città storiche e culturali come Volterra che campano di turismo.
«È vero – dice il presidente del Comitato delle contrade Alessandro Benassai –, sta ripartendo lo sport, le palestre riapriranno fra poco e attività come quelle di balestrieri, sbandieratori e rievocazioni storiche in genere sono destinate a essere rinviate al prossimo anno. Del resto, si tratta di eventi che mal si sposano con la necessità di mantenere la distanza sociale. E possiamo farci ben poco, anche se servirebbero a portare turisti in città come la nostra in una stagione in cui mancheranno molto probabilmente gli stranieri».
Palio del Cero, Avvinta, Pesa del Sale, Ut Armentur Balistari e Aspettando il palio. Eccetto le celebrazioni religiose, si tratta di eventi tra il 30 maggio e il 5 giugno cancellati dal coronavirus. Anzi, rinviati al prossimo anno come sottolineato da Benassai: «Parlare di rinvio dà più il senso della speranza per il ritorno a una vita normale nel 2021 che tutti noi auspichiamo». Anche se non sarà semplice ripartire in una città dove l’attività di balestrieri e sbandieratori si basa su cene di autofinanziamento e contributi dal commercio locale.
«In effetti non si possono organizzare appuntamenti gastronomici per tante persone – riprende il presidente del Comitato delle contrade – e non è neppure il caso di chiedere aiuto agli esercenti in un momento assolutamente delicato per il loro settore».
È un fatto inequivocabile che la storia volterrana sintetizzata negli spettacoli di balestra e bandiera accuserà un duro colpo, non solo culturale. Rinunciare all’Astiludio, per esempio, fa sì che tanti gruppi di sbandieratori d’Italia che solitamente arrivavano nella città etrusca mancheranno. E le tante persone attirate da questo appuntamento non verranno a Volterra. L’appuntamento di giugno era quello ufficiale legato dalle disposizioni della federazione, ma si sa già che non ci sarà.
Resta in piedi l’ipotesi per l’Astiludio di settembre, il classico appuntamento della prima domenica del mese che è più uno spettacolo che una competizione vera e propria. Ma che chiude sempre il periodo di festeggiamenti a Volterra legati alle rievocazioni storiche di cui è assoluta protagonista la festa medievale di agosto. Ma che quest’anno, com’è ormai noto, non sarà organizzata. —
andreas quirici
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