Il Tirreno

Pontedera

Alla messa con un rigido protocollo A Il Romito la fede batte il Covid-19

Alessandro Bientinesi
Alla messa con un rigido protocollo A Il Romito la fede batte il Covid-19

Mascherine, gel igienizzante al posto dell’acqua santa, distanziamento: superati gli esami del sabato e della domenica

3 MINUTI DI LETTURA





pontedera

Una donna con l’anziana madre. Indossano entrambe la mascherina, anche se sono sedute in auto. Il cofano rivolto verso la facciata della chiesa de Il Romito. Ascoltano la messa, come fosse un drive-in. Accogliendo uno dei tanti inviti fatti dal parroco di Santa Maria Madre della Chiesa nei giorni scorsi.

L’anziana in macchina non si fida ancora a sedersi all’interno, ma ci tiene a esserci dopo una lunga quarantena. Le misure di sicurezza prese permettono, però, di riempire l’edificio di culto con 90 persone senza correre alcun rischio. E fuori restano poche persone, alcune sul sagrato, le altre sedute in auto nell’ampio piazzale. I primi due banchi di prova per la messa a Il Romito sono stati sabato pomeriggio, con la messa delle 18.30, e il giorno successivo, ieri, domenica alle 11.30. E tutto è filato liscio. Le due porte di ingresso laterali hanno dei cartelli che obbligano l’entrata dal lato destro e l’uscita obbligata dal lato sinistro. Due rappresentanti del consiglio parrocchiale, muniti di mascherine e guanti, controllano che l’afflusso sia regolare e avvenga nel rispetto del distanziamento interpersonale. A loro supporto c’è anche un volontario della Misericordia che su un foglio segna, ogni volta che qualche fedele varca la soglia della chiesa, il numero di persone entrate all’interno. Il massimo previsto è di 90. L’acquasantiera è vuota. A pochi centimetri è stato predisposto un piedistallo con un contenitore di gel igienizzante. E un cartello che sembra una nuova forma di preghiera, più che un’imposizione. «Igienizza le tue mani». All’interno ci sono già una quarantina di persone. Su una panca ne notiamo anche tre una accanto all’altra. «Se qualcuno vede persone vicine tra di loro è perché appartengono allo stesso nucleo familiare», spiegano subito i due “responsabili” tranquillizzando i fedeli. Su ogni panca ci sono dei cartelli che fungono da distanziatori tra una persona e l’altra. Notiamo, al centro della navata di fronte all’altare, un leggio. E davanti un uomo che, indossando oltre alla mascherina, anche i guanti, sarà l’unico che leggerà tutte le letture della liturgia. Poco prima dell’inizio della messa una parrocchiana legge tutte le disposizioni che durante la messa dovranno essere seguite. «Non ci saranno coro e chierichetti. Non ci si può inginocchiare sulle panche. Non ci sarà il segno della pace. Le offerte saranno raccolte in due scatole all’ingresso della chiesa».

Una delle novità più importanti, però, è che finalmente i fedeli potranno fare la comunione. Don Martino, indossando la mascherina e con le mani igienizzate, passerà tra le panche e consegnerà l’ostia nelle mani di ogni fedele. La messa inizia, Don Martino entra con la mascherina. Poi la appoggia sull’altare. E parla rivolgendosi ai fedeli. «Finalmente ci siete. Mi sentivo un po’ abbandonato. Speriamo di tornare presto alla vita normale». E le due messe del fine settimana sono, per molti, un primo ritorno alla normalità. —

Alessandro Bientinesi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web