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La presidentessa Coia: «Non potevo mettere a rischio il giardiniere»
PONTE A EGOLA
Le proposte emerse dalla Lega Nazionale Dilettanti di venerdì di fatto fa retrocedere il Tuttocuoio in Eccellenza. Tuttavia, c’è da attendersi un’estate piuttosto calda, perché le squadre retrocesse non ci stanno, come conferma la presidentessa Paola Coia: «Con gli altri 35 presidenti abbiamo messo insieme un comunicato. A mio avviso hanno preso la decisione più semplice ma esagerata. Io non mi lamento – prosegue la Coia – perché noi abbiamo fatto 16 punti, anche se in linea teorica era possibile giocarci la salvezza ai playout. La Lega è stata troppo dura in un periodo molto difficile come quello attuale, così facendo si rischia di penalizzare troppo le singole società, alcune delle quali importanti. Si doveva attuare una sorta di anno zero».
La domanda è cosa faranno il Tuttocuoio e il massimo dirigente neroverde «Mi auguro che il presidente della Figc Gravina si prenda carico della situazione, in caso opposto sicuramente farò domanda di ripescaggio. Si sentono molti discorsi in giro. Se qualcuno è in grado di prendere la società io non ho problemi, ma in questi tre anni ci sono state soltanto parole. Se credono che io lasci la squadra fallire per farla ripartire dalla Terza categoria se lo scordino, io andrò avanti che sia serie D o Eccellenza».
Sulle condizioni del “Leporaia”: «Nel periodo del lockdown ho ritenuto opportuno non mandare il giardiniere a far tagliare l’erba, non me la sentivo di far correre un rischio del genere ad un uomo di 73 anni. Credo ci sia una priorità, in quel periodo non pensavo al campo di gioco. Il 4 maggio è scaduta la convenzione con il Comune. Inoltre, abbiamo subìto anche un furto, per questo ci sono porte e finestre divelte». —
stefano scarpetti
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