Il presidio
Cede un ponteggio mobile vittima un operaio di 48 anni
L’uomo abitava a San Miniato e lavorava alle dipendenze della ditta Lgs. Sequestrata l’impalcatura, disposta l’autopsia dalla Procura
SAN MINIATO
L’impalcatura ha ceduto all’improvviso e un operaio di 48 anni, Ago Astrit, è volato giù nel vuoto da 18 metri di altezza. Una caduta senza speranza di salvezza. L’ennesimo incidente sul lavoro è avvenuto a Scandicci, alle 12 di ieri, mentre era in corso un intervento di manutenzione alla facciata di un condominio. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118, il personale della Asl, la polizia municipale di Scandicci, carabinieri e personale dell’Humanitas e della Misericordia di Scandicci. Ma l’operaio è morto sul colpo e ogni tentativo di soccorrerlo è risultato inutile. L’uomo, da quanto è stato ricostruito, lavora alle dipendenze di una ditta di San Miniato, la Lgs, che ha una sede anche a Empoli. Sull’infortunio è stata aperta un’inchiesta da parte della Procura di Firenze che ha disposto il sequestro del cantiere e il trasferimento della salma a medicina legale. Resta da capire cosa abbia provocato il cedimento del ponteggio mobile. L’inchiesta dovrà accertare anche se l’operaio indossava i necessari dispositivi di protezione, previsti dalla normativa per i lavoratori che svolgono mansioni ad una certa altezza da terra. Immediate le reazioni dei sindacati. «Nello stringerci attorno ai familiari, chiediamo che la magistratura faccia chiarezza quanto prima e ribadiamo che nei cantieri, accanto all’emergenza sanitaria del coronavirus, resta l’emergenza della sicurezza e della dignità dei lavoratori, da tutelare e difendere con ogni mezzo», dice Stefano Tesi, responsabile della Filca-Cisl di Firenze. «È inaccettabile che ci si dimentichi di intere categorie di lavoratori perché adesso tutta l’attenzione è rivolta all’emergenza Covid-19. I lavoratori dell’edilizia, benché siano esposti a rischi altissimi, aspettano da anni risposte da parte dei governi che si sono succeduti», è la presa di posizione della Fenea-Uil, ma ce ne sono state anche da parte di altri sindacati. La vittima abitava a San Miniato ed è arrivato a Scandicci di mattina. Una telefonata ha avvisato i familiari che a casa il loro caro non sarebbe più tornato se non in una bara. —
s.c.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
