Il presidio
Il Covid mette a rischio l’udienza di giugno per i maltrattamenti
FAUGLIA
C’è grande preoccupazione tra le famiglie dei disabili che sono stati al centro di presunti episodi di violenza da parte di alcuni operatori della Fondazione Stella Maris a Montalto di Fauglia. Il Covid e la riorganizzazione del lavoro dei giudici potrebbe diventare di ostacolo all’inizio del processo previsto per l’11 giugno.
«La giustizia ai tempi del coronavirus ha dei grossi limiti dettati dalle precauzioni per evitare eventuali contagi. Prendete il processo per maltrattamenti, i fatti sono accaduti all’interno di una struttura della Stella Maris a Fauglia, che riguardano anche mio figlio oltre ad altri 23 ragazzi», comincia il suo sfogo uno dei genitori, Andrea Giordani, di Calci.
«Tra gli imputati ci sono tre medici della struttura e 11 assistenti». Per questo all’udienza è prevista la presenza di numerose persone compresi gli avvocati. «Ecco tutta questa massa di gente era impensabile che potesse essere accolta all’interno delle aule del tribunale, per cui sembra che l’udienza sia stata rinviata. Ma se la pandemia andasse avanti come si potrebbe fare? Insomma, se fra sei mesi il coronavirus sarà ancora presente andremo avanti a rinvii? », chiede il genitore. Che si lascia andare a un suggerimento: «Affittiamo una palestra e facciamo il processo. In altre città le palestre, in alcune occasioni, sono state usate».
L’udienza dell’11 giugno doveva servire per affidare l’incarico per la trascrizione delle intercettazioni. L’indagine sui maltrattamenti riguarda fatti avvenuti nel 2016: a giudizio ci sono quindici persone, tra operatori e funzionari della struttura (questi ultimi devono rispondere della mancata formazione del personale). Non è la prima volta che le famiglie provano a fare sentire la loro voce. E non si stancheranno di farlo, come hanno detto ogni volta che l’iter della giustizia ha avuto un rallentamento. —
s. c.
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