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«Sono emozionata e felice»: il ritorno alla normalità
Sono raggianti gli occhi che si intravedono al di sopra della mascherina. «È vero, sono felice. Direi emozionata», sussurra Anonietta. Mancano dieci minuti alle nove del mattino, alla prima messa nel Duomo cittadino dopo quasi due mesi di lockdown. E la signora Antonietta è tra le circa trenta persone che ieri hanno partecipato alla prima messa “ritrovata” nel Duomo di Pontedera che ieri ha riaperto. «Mi è mancata l’Eucarestia benché la seguissi in tv – racconta –. C’è bisogno anche di sentirci fisicamente Chiesa». Erano una trentina di persone, ieri, alle nove del mattino, tra i banchi del Duomo di Pontedera. «Dobbiamo rodarci un po’, ma mi sembra che tutto sia filato liscio», commenta un altro dei partecipanti. «Le mascherine? Quasi non te ne rendi conto – commenta –. Dopo pochi minuti scompaiono nella tua mente, non ci fai più caso». È come una festa per l’anima la prima giornata con le messe “a porte aperte”. Persino quello che viene considerato il momento più sensibile nelle liturgie “sicure”, ossia la distribuzione della Comunione, si svolge nella più assoluta normalità.
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