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Palio di Fucecchio: «La speranza di farlo c'è, decisione entro 40 giorni»
Il sindaco fissa il termine per sciogliere il nodo sull’eventuale recupero a ottobre. «Dipenderà dall’andamento dei contagi»
FUCECCHIO. Al momento è una flebile speranza, che entro fine giugno potrebbe spegnersi definitamente oppure ritrovare inaspettato vigore: il Palio di Fucecchio, nonostante da Siena 48 ore fa abbiano annunciano la cancellazione delle due carriere ordinarie, per adesso non viene ancora cancellato.
L’assemblea dell’Associazione Palio delle Contrade – presieduta dal sindaco Alessio Spinelli – si è infatti data altri 40 giorni di tempo per decidere in un senso o nell’altro. Entro giugno, quando i dati relativi alla fase 2 saranno consolidati, l’assemblea che vede votare le contrade e il cda dell’associazione, prenderà una decisione.
Nei giorni scorsi Il Tirreno aveva interpellato tutti i presidenti che più o meno avevano condiviso la stessa posizione: se Palio sarà, dovrà esserlo come sempre. Che vuol dire pienone alla presentazione del cencio, alla tratta, alla sfilata e in buca; e che vuol dire anche organizzare le attività di contrada – a parte dai gettonatissimi “cenini” – in maniera simile al passato. Anche perché non si può pensare di scegliere chi va in contrada e chi no e chi va in Buca per la corsa e chi no. Quindi Palio vero o saltare un giro e andare al 2021.
Una posizione confermata dal sindaco Alessio Spinelli, presidente dell’assemblea: «Sono state fatte diverse assemblee virtuali con presidenti e capitani, la volontà è di sciogliere la riserva entro giugno. Certo, molto dipenderà dalle disposizioni ministeriali ed ordinanze regionali. Non aveva senso dare una data e fare una fuga in avanti, visto che adesso segnare delle date sul calendario non ha senso: non lo ha per il campionato di calcio, per le elezioni e per il Palio. Le contrade però non si sono fermate e hanno lavorato per la solidarietà».
Spinelli, poi, rimarca l’unità d’intenti coi dodici presidenti: «Con loro c’è sempre stata comunanza d’intenti, è come fare una corsa ciclistica dove tutti puntiamo assieme alla vittoria, che per noi sarà organizzare il Palio. La speranza c’è, non va rimossa. Però l’andamento dei contagi avrà un peso importante, così come le relative disposizioni nazionali e regionali. Giugno ci è sembrato un termine ultimo buono per poi eventualmente mettere in moto la macchina organizzativa».
Se Palio sarà, però, dovrà esserlo come sempre: «Il Palio non è una manifestazione sportiva, è la festa dei nostri popoli. Il Palio è abbraccio, è saltare tutti assieme dopo aver vinto». Coronavirus a parte, c’è poi un ulteriore spauracchio, cioè quelle elezioni regionali che potrebbero svolgersi proprio quel 4 ottobre ipotizzato per recuperare la carriera fucecchiese. Qui l’auspicio è che possano essere anticipate a fine settembre, sebbene una seconda ondata di contagi metterebbe in serio pericolo anche le stesse consultazioni regionali. Fucecchio al momento ha preso una strada diversa da Siena, che è un po’ la “mamma” che muove tutti gli interessi palieschi: il sindaco Luigi De Mossi ha annunciato 48 ore fa la cancellazione delle carriere 2020, anche se poi ha lasciato uno spazio per un Palio straordinario “della rinascita”. Per adesso l’unica soluzione è aspettare e sperare che l’impatto del coronavirus conosca uno stop. —
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