Il Tirreno

Pontedera

il piano post-emergenza dell’asl  

Fase 2, gli ospedali di San Miniato e Fucecchio tornano alle origini

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FUCECCHIO

Con la pianificazione della fase 2, post picco epidemico, la direzione aziendale dell’Ausl Toscana Centro, in accordo con la conferenza dei sindaci e la società della salute Valdarno Empolese Valdelsa, sta monitorando costantemente l’andamento dei ricoveri per valutare la progressiva ripresa delle normali attività e servizi anche all’interno degli ospedali San Pietro Igneo di Fucecchio e degli Infermi di San Miniato.

La stretta collaborazione tra i due presidi e il San Giuseppe di Empoli, ognuno nella loro rispettiva funzione, ha permesso di gestire con grande professionalità degli operatori questa fase epidemica e di garantire adeguata assistenza sanitaria a tutto il territorio di riferimento. Pertanto si prospetta una graduale, ma necessaria ripresa, delle funzioni originarie dei singoli ospedali.

Il San Pietro Igneo di Fucecchio, in questa fase di emergenza, è diventato ospedale low care, con 30 posti letto, per il ricovero di positivi, che ancora necessitano di assistenza. Questa sua attuale funzione ha permesso un efficace e tempestivo supporto alle criticità emerse, tra cui il trasferimento di pazienti dalla Rsa Gino Incontri di Gambassi Terme. Al momento è in corso una progressiva guarigione dei pazienti ricoverati al presidio di Fucecchio e questo permetterà il graduale riavvio delle sue originarie funzioni di eccellente centro artoprotesico.

«La mia aspettativa – spiega il sindaco Alessio Spinelli – è adesso è quella di tornare prima possibile all’originaria destinazione, un centro di eccellenza per la chirurgia protesica per il quale la Regione ha investito molte risorse».

Anche per l’ospedale Degli Infermi di San Miniato si prevede un progressivo riavvio dei ricoveri in bassa intensità di cura con 12 posti letto dedicati e anche la ripresa dell’attività di riabilitazione con 16 posti letto, sospese durante l’emergenza. Nell’attuale “fase 2” diventa fondamentale garantire il servizio di riabilitazione, non soltanto per quei pazienti guariti, ma anche per soggetti no Covid che necessitano di particolari attività riabilitative. È stata invece sempre garantita, anche durante la “fase 1”, l’attività dialitica anche per pazienti affetti da infezione da Covid-19, grazie al costante impegno degli operatori.

«Siamo felici di avere la piena ripartenza dell’Ospedale degli Infermi – spiega Simone Giglioli, sindaco di San Miniato –. Durante l’emergenza sanitaria da Covid la nostra struttura è stata importante ed ha saputo fare fronte alle difficoltà che la situazione ha comportato. Ha retto bene anche la dialisi, a dimostrazione di quanto tali presidi, oltre ad essere beni storici, siano determinanti, anche se decentrati». —



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