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«Vogliamo chiarezza sulla morte di Federico, si dia pace alla famiglia»
Il caso di Carnicci a “Chi l’ha visto?”
SAN MINIATO
«Gli ultimi eventi, qualora l'ipotesi della colpevolezza di Massimo Galioto fosse confermata, ci restituirebbero il profilo di un uomo rabbioso, aggressivo, estemporaneo nei suoi atti estremamente violenti e totalmente incuranti delle conseguenze e del contesto; una sorta, insomma, di padrone delle rive del Tevere che ritiene il suo territorio inviolabile, da marcare con qualunque deplorevole atto», dice l’avvocato Carmine De Pietro, che sta seguendo il caso della morte di Federico Carnicci, 27 anni, di Santa Croce sull’Arno, ancora avvolta in un mistero senza fine.
Le indagini furono svolte in maniera frettolosa e molto lacunosa. Restano oggi tanti dubbi aperti. L’arresto di Galioto, di pochi giorni fa, potrebbe rimettere tutto in discussione. «Con queste premesse, ritengo innegabili i presupposti dell'apertura di un'indagine, già più volte anche in passato sollecitata alla Procura di Roma, nei suoi confronti che renda finalmente giustizia a Federico Carnicci e restituisca, per quanto possibile, pace alla sua famiglia. Le similitudini e il modus operandi sono elementi ormai non più trascurabili», ne è sempre più convinto l’avvocato della famiglia Carnicci, che ha già chiesto un incontro con il magistrato che segue le indagini sulla morte del giovane pisano. Il nome del punkabbestia romano di 44 anni, accusato dell’omicidio di un cittadino romeno avvenuto una settimana fa sulla banchina del Tevere, all’altezza di Ponte Sisto torna più volte nelle indagini su una serie di morti avvenute nello stesso tratto del Tevere, come ricordato anche l’altra sera durante la trasmissione “Chi l’ha visto?”. La sorella di Carnicci, Vittoria, intervistata durante la trasmissione televisiva, è tornata a chiedere giustizia. «Si faccia chiarezza, perché non ci siano altre morti simili».
Galioto non è stato indagato per la vicenda di Federico Carnicci. Però ci sono testimoni che dicono di averlo visto litigare con Galioto nei giorni precedenti la sua scomparsa. «Siamo di fronte a una serie di casi che non sono fortuiti, crediamo che vada fatta chiarezza. In quel tratto del Tevere sta succedendo qualcosa di strano», conclude il legale. —
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