Il presidio
Torna alla ribalta in tv il prete “smanaccione”
Nuovo servizio de Le Iene su don Bellini, ex parroco di Fauglia Spunta un altro sacerdote dalle mani troppo lunghe
FAUGLIA
Nel loro servizio, nel lontano 2014, lo avevano ribattezzato “il prete smanaccione” per via delle sue benedizioni osé impartite per guarire corpo ed anima allungando un po’ troppo le mani. A causa delle quali don Filippo Bellini, all’epoca parroco di Castelmartini (Pistoia), prima era stato trasferito a Fauglia (dove però rimase pochissimo tempo prima di essere allontanato proprio in seguito alla messa in onda del filmato) e poi sospeso a divinis dall’allora vescovo di San Miniato, competente per diocesi, Fausto Tardelli. Dopo quasi sei anni, “Le Iene” (Italia 1), in particolare l’inviato Andrea Agresti, sono tornate ad occuparsi di lui, in seguito a nuove segnalazioni sul suo conto, compresa quella relativa all’abito talare che sta continuando ad indossare. Ma a parte il fatto che la sospensione dalle funzioni di sacerdote non preclude tale facoltà (don Bellini resta pur sempre un prete) il servizio della trasmissione di Mediaset andato in onda martedì ha sollevato la curiosità anche per i suoi ultimi 40 secondi, lanciati come una sorta di anteprima in vista delle prossime puntate: è lì che un anziano sacerdote, con il volto oscurato, viene ripreso in una sacrestia mentre infila una mano nella camicetta di una donna – evidentemente un’attrice ingaggiata delle Iene – per toglierle i malefici, la maledizione che, a suo dire, don Filippo le aveva gettato addosso a suo tempo.
Sulla sua identità si è fin da subito scatenato il toto-nome sui social, tanto che la Diocesi di Pistoia, nel primo pomeriggio di ieri, è dovuta intervenire con un comunicato ufficiale per annunciare che è in corso un accertamento per capire se si tratti o meno di un sacerdote pistoiese. «Il servizio – si legge nella nota – racconta in gran parte fatti riguardanti un sacerdote che non è di questa diocesi (don Bellini, ndr). Da più parti però stanno arrivando segnalazioni sul fatto che al termine del servizio venga riconosciuto un presbitero della diocesi di Pistoia. Nelle prossime ore saranno eseguiti i necessari accertamenti. Ogni tipo di provvedimento o commento sulla vicenda non può che prescindere da tale verifica».
Tornando alla prima parte del servizio – in attesa degli sviluppi sul misterioso nuovo “sacerdote smanaccione” – Le Iene contestano a don Bellini, oltre alla questione dell’abito talare, anche il fatto che non si è mai saputo che fine hanno fatto dei soldi da lui raccolti tra i fedeli a suo tempo. Con Agresti che (siamo nel febbraio scorso) dopo averlo intercettato in un negozio, lo insegue fino a un’area di servizio e poi fin dentro la caserma dei carabinieri di viale Italia, dove il sacerdote si rifugia per sfuggire alle telecamere. —
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