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Pronti a riaprire, ma quante incognite: «Costi elevati e mancano i protocolli»
Parrucchieri ed estetiste tra sanificazioni e rifornimento di dispositivi: «Non sappiamo ancora quali sono le regole»
PONTEDERA. Finalmente. Pronti a riaccendere luci e asciugacapelli. Un esercito di parrucchieri e di centri estetici si appresta a tornare al lavoro dopo una quarantena devastante per il settore. Ma non mancano le incognite a cominciare dai protocolli, le regole sulla distanza di sicurezza e i costi dei dispositivi di protezione per lavorare e per i clienti. E poi c’è la paura di ammalarsi. Parrucchieri ed estetiste stanno dando gli ultimi ritocchi ai loro saloni prima di riaprire le saracinesche.
Molti hanno già sanificato i locali. C’è chi ha già cominciato a prendere gli appuntamenti, pronto a riaprire il 18 mattina – «non è che ci chiederanno di osservare il turno di riposo dopo due mesi di chiusura, sarebbe il colmo» – e chi aspetta gli atti formali per mettersi in moto. «Finalmente ci siamo. Sembra che il 18 ci faranno riaprire – dice Dimitri Luperini, titolare di Cadis, in via San Faustino – finché non vedo qualcosa di scritto non ci credo, aspettiamo cosa dice la Regione. Fino a oggi non ci è stato comunicato alcun protocollo da seguire per la ripartenza». Cadis inizia senza dipendenti (prima del Covid ne aveva due). «Vediamo come va e cosa ci chiedono di fare, intanto sistemo il negozio per essere pronto già lunedì», dice Luperini, al lavoro nel suo negozio. «Dopo quasi tre mesi è dura – dice Giusi Genova del negozio Stil di via Lotti – i problemi sono tanti. Per ora stiamo preparando il negozio. L’ansia non manca. È una situazione tutta da scoprire, dobbiamo lavorare con le mascherine. Non sarà facile ma ci proviamo». In via Lotti non tutti riapriranno: l’estetista Grazia è andata in pensione.
Incontriamo parrucchieri ed estetiste anche davanti a Masotti, forniture per parrucchieri che ha clienti da tutta la provincia. Aspetta il suo turno anche il titolare di Acconciatore maschile Franco di Pisa. «Per ora ci fanno spendere e basta per ripartire – dice – sono qui per vedere i prezzi. Mi è stato chiesto 25 euro per 12 mantelle. Se è così andiamo a lavorare per pagare le spese. E poi come farò a tagliare i capelli con la visiera che uso per tagliare l’erba?» . Matteo Scarlatti di ID Parrucchieri di Capannoli è figlio d’arte, lavora nel negozio della madre. «Ci stiamo preparando a riaprire anche se nessuno ci ha detto quali regole dobbiamo seguire. Abbiamo già le prime prenotazioni ma aspettiamo la Regione e poi contatteremo i clienti».
Must have del post chiusura: materiali monouso, mantelline, camici, salviette, oltre a guanti, mascherine, disinfettanti, igienizzanti. Telefoni surriscaldati e taccuini aperti per una categoria che da giorni chiede di poter riprendere a lavorare. «Noi siamo prontissime per una ripartenza alla grande lunedì 18, dispositivi di sicurezza e sanificazione fatta, chiamatemi per gli appuntamenti», è il messaggio che Elena Mattolini, di Estetica One ha girato ai clienti. –
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