Il Tirreno

Pontedera

il commercio ai tempi del coronavirus 

Consegne a domicilio collettive nelle frazioni per battere la crisi

Andreas Quirici
Consegne a domicilio collettive nelle frazioni per battere la crisi

Tre negozi di vicinato uniscono le forze per un servizio che aumenti le vendite Tutto è nato dal trasporto di baccelli, pane, prosciutto e vino per il 1° maggio

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VOLTERRA

Unire le forze per ottimizzare i costi e provare ad allargare il giro delle vendite. Ai tempi del coronavirus, le attività commerciali devono giocoforza adeguare il loro lavoro e l’idea venuta a tre tipici negozi di vicinato di Volterra sembra interessante: consegne uniche a domicilio, fuori dai confini della città. I tre negozianti faranno a turno per distribuire i prodotti delle tre rivendite nelle frazioni volterrane, ma anche spingendosi a Pomarance. Si tratta della Casa del pane, l’Ortofrutta di Elena e La Cantina di Fabio. Le consegne vengono effettuate dal lunedì al sabato a Volterra, ma anche il mercoledì nella zona del fiume Era e a Villamagna, e il venerdì a Saline e Pomarance.

Il servizio è partito da pochissimi giorni e ancora deve decollare. Ma può essere un degno esempio di come si ingegnano i commercianti, messi alle strette da una crisi sanitaria senza precedenti e una economica disastrosa che, però, non si è ancora materializzata in tutti i suoi effetti. «La nostra è una bottega storica – dice Matteo Gabellieri della Cantina di Fabio –. Mio nonno faceva le consegne a domicilio in tutta Volterra, anche per piccoli ordini. Abbiamo continuato con questo sistema che, però, non ci portava a vendere fuori dalle mura. Lavorando insieme agli altri due negozi puntiamo ad aumentare il raggio d’azione, ma ottimizzando i costi. Che, di questi tempi, non è cosa da poco».

I tre commercianti faranno a turno per effettuare le consegne. E tutto è nato durante le consegne a domicilio per il 25 aprile e il primo maggio. «In quei giorni abbiamo provato a portare a casa delle persone i prodotti tipici delle scampagnate, baccelli, prosciutto, pane fresco e vino – racconta Elena Suvereti che gestisce l’ortofrutta –. Visti i buonissimi risultati ci siamo chiesti se fosse il caso di rendere questo servizio strutturale. E così siamo partiti. Credo che ci possano essere buone opportunità, anche se le richieste di consegne a domicilio sono un po’ calate dalla riapertura del 4 maggio. Serve comunque darsi da fare e provare cose nuove come questo progetto, perché il commercio ha bisogno di cambiare in base alle necessità. E questo è un periodo di forte mutamento per tutti, negozianti compresi».

«La cosa bella è l’unione che si è creata fra commercianti – dice Nicola Moriello che, insieme al fratello Carmine, porta avanti la Casa del pane –. È chiaro che per tutti noi è un’opportunità di lavorare di più in un momento in cui i ristoranti e molti dei nostri clienti sono chiusi. Ma, alla base del progetto, c’è la voglia di unire le forze per un servizio da fornire alle persone che, durante questo periodo, hanno incontrato numerose difficoltà a muoversi di casa».

E per l’immediato futuro ci sono anche altre iniziative. Come “il menù” del fine settimana con mortadella, focaccia, melone e vino ad hoc. —

Andreas Quirici

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