Il Tirreno

Pontedera

Addio ad Aldo Giannini, il re del ponce della Valdera

Aldo Giannini nella sua bottega
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Aldo Giannini nella sua bottega

Il titolare dello storico locale "Dar Giannini" di Palaia aveva 96 anni, nel 2011 fu insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica. Rinomati anche i suoi panini con tutto il buono e il genuino della nostra terra

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PALAIA. Addio al re dei ponce della Valdera. È morto Aldo Giannini, storico titolare del bar "Dar Giannini" a Villa Saletta, nel comune di Palaia. Aveva 96 anni. Il suo locale è meta da sempre di comitive provenienti da tutta la Toscana, per gustarsi merende in compagnia, assaporare il prosciutto tagliato e mano e guastari il ponce di Aldo, rimasto dietro al banco fino a poco tempo fa insieme alla figlia Grazia. 

«Sono nato lo stesso giorno della scoperta dell’America – diceva scherzando Aldo – significa qualcosa?». Eccome significa: basta chiederlo ai numerosi avventori che dal mattino alla sera si fermano nel suo bar. Che poi è anche tabacchi, e pure alimentari, e ovviamente punto ristoro. Cominciò a essere un bazar, insomma, quando il termine non compariva nel dizionario, ma le massaie dicevano: “lì c’hanno di tutto un po’”. Iniziò la nonna di Aldo, Elisena Catarsi che saliva sul colle di Villa Saletta da Capannoli, l’attività fu continuata dalla figlia Algerinda Lapi e infine venne raccolta da Aldo. Che si sposò con Libera il 28 aprile 1951.

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Insomma siamo passati dai sudditi di Vittorio Emanuele, riuniti da una ventina di anni sotto un unico suolo italico, alle due guerre mondiali, agli anni del boom economico e agli italiani dei giorni nostri: anziani e giovani. Tutti a gustare i sani prodotti offerti da Aldo. Anzi “dar Giannini”, che nel 2011 fu insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica. «Sa - diceva - quando sono stato l’unica volta chiuso? Il giorno della ritirata dei tedeschi. Poi mi sentti chiamare “ Ehi paisà, vieni ad aprire”. Era cambiato un mondo », racconta Aldo.

Rinomati i suoi panini con tutto il buono e il genuino della nostra terra. Oggi le chiamano eccellenze, ma da quando iniziò, dopo il conflitto mondiale numero due, Giannini l’ha sempre chiamati panini. A seconda di cosa offre la stagione, spuntini con baccelli e prosciutto, oppure salame, finocchiona, pecorino, e pane casalingo. Ovviamente con gotto di vino, servito in bicchieri che sanno di antico. E di tavola della nonna. E per mandar giù tutto questo bendidio, il ponce: così buono da fare invidia ai cugini livornesi.

Lo disse anche il regista Paolo Virzì che da quelle parti girò alcune scene del suo Napoleone. E i fratelli Taviani quando, a Villa Saletta girarono le scene di due loro film. Non c’era di meglio e rilassante che fare le pause “dar Giannini”. 

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