Il Tirreno

Pontedera

l’inaugurazione 

L’opera in marmo dei ragazzi del Carducci per abbellire l’eliporto

Nilo Di Modica

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VOLTERRA

Due corpi che si uniscono in un abbraccio salvifico, con la plasticità che solo l’esperienza e la creatività dei ragazzi del liceo artistico Carducci di Volterra potevano donare al marmo. È questa la figura che spiccherà d’ora in poi accanto alla piattaforma aerea dell’eliporto volterrano e che sarà inaugurata sabato con una cerimonia organizzata dal liceo in collaborazione con l’Asl Toscana Nord Ovest e il Comune di Volterra e che sarà possibile seguire in diretta dalle 11 dalla pagina Facebook dell’amministrazione comunale.

Andrea, Elia, Federica, Gaia, Giulia, Irene, Laura, Liliana, Luca, ma anche Matteo, Nicola, Nicole e Silvia (nella foto), questi i nomi dei ragazzi che avrebbero voluto presentare direttamente quest’opera, in un anno che purtroppo è stato funestato dall’emergenza sanitaria. «Per noi questo sarebbe stato un anno speciale, la conclusione del nostro percorso di studi superiori con l’esame di maturità – dicono gli studenti della classe V del liceo artistico –. Il lavoro dell’H24 sarebbe dovuto essere uno di quelli da illustrare e spiegare alla commissione d’esame durante il colloquio. Ma questo è diventato un anno speciale per altri motivi e non solo per noi. Stiamo vivendo questo passaggio della nostra vita come a nessuno era capitato dalla fine della seconda guerra mondiale: siamo chiusi nelle nostre case e tutto, dalle comunicazioni alle lezioni allo svago, avviene a distanza. Ci sembra di essere sospesi in una dimensione, per certi aspetti, fuori dal mondo. Proprio questa condizione così particolare ha reso più intenso per noi il significato della scultura H24: si può dire che rappresenti la nostra voglia di sentirci parte della comunità, di materializzare la nostra presenza “fuori”. Come per dire che dentro di noi abbiamo molte cose da raccontare, che il mondo è la nostra casa e, nonostante il coronavirus, noi la abitiamo».

Parole importanti da chi, in realtà, è la parte finale del progetto in cui sono state coinvolte le classi del triennio. L’opera, denominata “Anime 2020”, è un’allegoria del coraggio e della solidarietà: un abbraccio che molto deve a tutta la grande tradizione figurativa del ’900. Un gesto, quello di un corpo che ne salva un altro, inciso nella pietra dai ragazzi guidati dai docenti Ferdinando Cerri e Fabio Nocenti, che anche attraverso i vuoti, le cavità generate da quelle forme, fanno si che lo spazio e la natura entrino nella scultura. Il tutto per ricordarci che siamo tutti parte di un unico elemento e che nessuno si salva senza l’aiuto dell’altro. —

Nilo Di Modica

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