Il Tirreno

Pontedera

Buti 

Pensionato truffato: recuperati 5mila euro

Sabrina Chiellini
Pensionato truffato: recuperati 5mila euro

L’uomo si è rivolto ai carabinieri dopo che aveva visto movimenti sospetti sul conto, denunciato un trentenne

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BUTI. La truffa è cominciata con un messaggio telefonico sull’utenza di un pensionato di 70 anni, di Buti. «Il conto corrente è bloccato, digiti il codice di accesso...». Una richiesta che al pensionato è apparsa alquanto strana dopo avere fatto la procedura richiesta dall’anonimo interlocutore, nascosto dietro una sim telefonica. Così nei giorni successivi il cittadino ha tenuto d’occhio i movimenti del suo conto corrente e si è accorto che in poco tempo gli erano stati rubati circa settemila euro, con operazioni diverse. C’erano stati tre prelievi e un bonifico “girato” sul conto corrente dell’autore della truffa, un napoletano di 30 anni, poi scoperto e denunciato. Ovviamente all’inizio il derubato non aveva idea di chi potesse avergli saccheggiato il conto e così si è rivolto ai carabinieri di Buti e ha denunciato la truffa. In seguito a rapide indagini i militari sono riusciti a bloccare il bonifico di 5mila euro che è stato stornato e la somma è così tornata nelle tasche del pensionato. Per i prelievi la situazione è più complicata.

La sim da cui è partito il messaggio è intestata ad un cittadino straniero, irreperibile, nato in Bangladesh e ma di fatto senza fissa dimora. I 5mila euro però stavano per “migrare” sul conto corrente del trentenne partenopeo che è stato denunciato per la truffa. Una buona parte del denaro sottratto è stato recuperato.

La classica storia che dimostra come chi non è tanto abituato ai mezzi tecnologici rischia di cadere facilmente nella trappola dei ladri e dei truffatori on line. Anche per questo i carabinieri della compagnia di Pontedera hanno reso nota la vicenda proprio per mettere in guardia i cittadini. Ogni volta che un utente riceve messaggi di questo genere deve sempre rivolgersi alla propria banca.

Le truffe online sono all’ordine del giorno. Per evitare la truffa del conto corrente infatti non basta più ignorare l’sms o l’email di phishing, perché le frodi avvengono anche via WhatsApp e con metodi più ingannevoli, spiegano gli addetti ai lavori.

A volte l’utente viene avvisato che la sua carta è stata sospesa o bloccata e gli viene chiesto di accedere al sito della sua banca per effettuare lo sblocco del conto. Il portale a cui rimanda il link nel messaggio, però, sebbene molto simile a quello originale, è un fake. Una volta inserite le credenziali queste andranno nelle mani dei ladri che potranno accedere al conto e svuotarlo. –

S. C. . © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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