Il presidio
“Noi siamo la ripartenza” è il progetto delle Querciole
Dall’agriturismo di Casciana Terme arriva un’idea per il settore della ristorazione I titolari: «Noi ci mettiamo gli spazi all’aperto, voi organizzate cene ed eventi»
CASCIANA TERME lari
L’unione fa la forza. In tempi di coronavirus, clima di incertezze, cerimonie annullate gli operatori della ristorazione o del turismo cominciano a pensare alla Fase 2. A quando, finalmente, potranno tornare a lavorare in sicurezza. Le regole per combattere il Covid-19 sono stringenti, prime tra tutte le distanze di sicurezza.
Arriva da un agriturismo di Casciana Terme, Le Querciole, e dai fratelli Matteo e Giulia Fagiolini, una proposta, che è già diventata un progetto, rivolta agli operatori della ristorazione. In cosa consiste? «Noi ci mettiamo gli spazi e voi organizzate le nostre cene o gli eventi nel nostro agriturismo», questa in sintesi la proposta.
È nata così “Noi siamo la ripartenza” una iniziativa che ha già raccolto alcune adesioni tra ristoratori della zona.
Il progetto, spiegano i fratelli Fagiolini, è rivolto a tutti coloro che vogliono ripartire appena sarà possibile. A chi è rivolto? A ristoranti, catering, trattorie, commercianti palestre, associazioni.
«Alle Querciole abbiamo la fortuna di avere tanto spazio al coperto e all’esterno, abbiamo la campagna, il prato, gli animali, il forno a legna, il barbecue e gli appartamenti con l’uso esclusivo della piscina. Non sappiamo come, quando e se ripartiremo ma sappiamo che ci proveremo». Il primo passo, dunque, è quello di mettere a disposizione gli spazi. Se uno ha un ristorante piccolo, in cui potrebbe fare solo pochi coperti, attuando le misure del distanziamento sociale, ma non vuole perdere l’occasione di lavorare con numeri più importanti, per bilanciare costi e ricavi, per un giorno potrà trasferirete lo staff alle Querciole, diventando partner dell’agriturismo e favorire la ripartenza. Tra le aziende interessate alla collaborazione, per consentire pranzi e cene in sicurezza con i migliori produttori e catering locali, ci sono anche il pastificio Martelli di Lari, il ristorante Pizzeria Il Merlo, Carlo catering Lady Carlotta, arPub, Macelleria Elite, Casa dello Chef, Art In Cooking e Fabio- Oggi Cucino Io. Altri se ne potranno aggiungere se troveranno interessante l’idea.
Ora i ristoranti sono ancora chiusi. Si parla di tavoli distanziati, di clienti separati da pannelli di plexiglass.
Tante spese per pensare di rimettersi in gioco. Spese che diventano insostenibili per una attività che ha spazi ridotti. Sicurezza sul posto di lavoro per tutelare clienti e operatori, igiene, distanza di sicurezza tra i clienti. Se ne parla ogni giorno mentre in più regioni gli operatori chiedono di poter ripartire il 18 maggio e non a giugno, come risulta dalle ultime indicazioni del governo. Di certezze il settore ne ha poche.
Si dice che nei ristoranti il personale di sala dovrà sempre indossare la mascherina. All’inizio di ogni turno ai dipendenti verrà misurata la temperatura, come succede già in altri settori. Oltre alla pulizia frequente dei locali e al distanziamento (anche grazie all’ampliamento delle superfici esterne) c’è chi pensa alla distribuzione di condimenti monodose, a salviettine igienizzanti per ogni coperto. Nel frattempo, chi di spazio ne ha a sufficienza, nel caso delle Querciole si parla di nove ettari di terreno, è già possibile cominciare a lavorare per organizzare anche serate all’aperto. —
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