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Cavalli morti, mistero continuo a Tignano: altri tre decessi in due giorni

Alcuni cavalli nel recinto della tenuta di Tignano (foto Franco Silvi)
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Alcuni cavalli nel recinto della tenuta di Tignano (foto Franco Silvi)

Salgono a sedici le vittime di una strage che dura dalla fine del 2018. Si attengono le analisi sugli ultimi casi da parte dell’Istituto zooprofilattico

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VOLTERRA. Lunedì e mercoledì della scorsa settimana sono stati altri due giorni tragici per i volontari dell’Italian hors protection (Ihp), il centro di recupero per cavalli maltrattati o abbandonati che si trova nella tenuta di Tignano a Volterra. Dopo le tredici morti ancora senza una spiegazione avvenute dalla fine del 2018, negli ultimi giorni ne sono arrivate altre tre. E ora i responsabili del centro si prendono alcuni giorni per fare le proprie valutazioni sul futuro della struttura in attesa dei riscontri dai tecnici dell’istituto zooprofilattico di Pisa dove sono in corso le analisi dei resti degli animali deceduti.

Prima 8 cavalli morti tra fine e inizio anno, poi un altro a febbraio e successivamente altri quattro scaglionati nel tempo. Fino alla scorsa settimana, quando le vittime equine di questo mistero sono salite a sedici.

Quaranta i cavalli rimasti nella tenuta di Tignano in cui il presidente dell’Ihp, Sonny Richichi appare davvero sconsolato.

Dopo le morti dell’anno scorso e la scelta di evitare di mandare gli animali al pascolo, tenendoli chiusi in recinti di giorno e in stalle di notte, a gennaio di quest’anno era stata presa la decisione di mandarne un gruppo di cinque di nuovo allo stato brado, in una zona comunque controllata della tenuta e durante il giorno. Poi, visto che non era più successo niente, il gruppo al pascolo dalle 6,30 alle 20 era stato aumentato. I tre cavalli morti la scorsa settimana facevano parte di questo gruppo.

«La prima è morta mentre pascolava e l’abbiamo trovata due ore e mezza dopo il decesso – dice Richichi – Gli altri due, invece, sono morti davanti ai nostri occhi, mentre li stavamo riportando nella stalla. Una scena atroce».

Due degli animali morti avevano un’età anziana (28 e 26 anni), l’altro, invece, aveva 16 anni, età considerata giovane. «Tutti gli animali morti erano apparentemente in buono stato di salute e la dinamica della morte ricalca quella delle precedenti, avvenute nel corso del 2019, le ultime ad ottobre», spiegano dal centro di recupero, aggiungendo: «Dopo queste nuove morti è ripartito l'iter delle indagini previsto dal protocollo per mortalità elevata a cura dell'Istituto zooprofilattico di Pisa e dell’Asl, con il coinvolgimento dei carabinieri forestali, in quanto non è mai stata esclusa l'ipotesi di evento doloso».

«Siamo sotto choc – ammette il presidente dell’Italian horse protection – Il centro stava gradualmente uscendo dalla gestione emergenziale avviata con le morti di ottobre: il 20 dicembre allo Zooprofilattico di Pisa si era svolto un incontro con consulenti di Ihp, Asl, Regione Toscana e Ministero della salute in cui era stato concordato un piano condiviso di reinserimento sperimentale al pascolo, avviato a gennaio. Ma evidentemente c’è qualcosa che non va. Abbiamo paura di fare scelte che si potrebbero rivelare errate. Per questo abbiamo bisogno di riflettere sul futuro». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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