Il Tirreno

Pontedera

I musei preparano la “fase 2” tra incognite e ingressi ridotti

Andreas quirici
I musei preparano la “fase 2” tra incognite e ingressi ridotti

verso il 18 maggio, parla il direttore del guarnacci 

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VOLTERRA

Ingressi contingentati, magari su prenotazione e non più di una famiglia per sala. Saranno questi gli elementi fondamentali della fase 2 per i musei, compresi ovviamente quelli volterrani, che si stanno preparando alla riapertura prevista per il 18 maggio.

Museo etrusco Guarnacci, pinacoteca, Palazzo dei Priori e via via tutti gli altri compresi l’acropoli del parco Fiumi e il teatro romano saranno i sorvegliati speciali per capire come gestire il post isolamento forzato. Ma, soprattutto, guardando ai luoghi d’interesse storico e culturale di Volterra, si dovrà comprendere come andrà la stagione turistica. Sapendo che, questo è poco ma sicuro, il 2020 vedrà un rosso nei bilanci del sistema museale della città etrusca. Anche se l’entità delle perdite è ancora tutta da verificare. E non è detto che, alla fine, la situazione debba essere per forza drammatica. «È chiaro che la chiusura delle attività degli ultimi due mesi peserà non poco sul conto delle presenze nei nostri luoghi d’interesse – dice Fabrizio Burchianti, direttore del Guarnacci – gennaio e febbraio di quest’anno erano andati benissimo. Poi è arrivato il coronavirus e gli incassi si sono fermati. Ma dovremo vedere come andrà il turismo, perché i presupposti sono di difficile previsione. I visitatori dall’estero sappiamo già che non ci saranno. Quindi niente pienoni d’estate, ma potrebbero esserci sorprese positive proprio per gli spostamenti delle persone che abitano nel nostro Paese».

Secondo Burchianti, luglio e agosto potrebbero andare bene. Ma l’incognita è per settembre e anche ottobre, solitamente i mesi in cui le visite culturali fanno registrare numeri ottimi. Ma con il Covid-19 che incomberà anche in autunno è impossibile capire come e se si muoverà il turismo di solito fortemente legato a città come Volterra.

Una cosa è certa. Malgrado le aperture, non sarà possibile accogliere la mole di visitatori degli anni passati. Gli ingressi contingentati faranno sì che il numero delle visite si riduca fatalmente. «Ci sarà l’obbligo di non fare stare più di una persona in uno spazio di 40 metri quadrati – aggiunge Burchianti –. Una famiglia è considerata come fosse una sola persona, visto che a norma i componenti nel nucleo familiare vivono insieme. Per cui, non più di una famiglia per sala. Quindi, giocoforza, dovremo rinunciare ai gruppi che solitamente sono la tipologia di visitatori che maggiormente acquistano i biglietti dei nostri musei. In questo contesto, credo che adotteremo il sistema delle prenotazioni per evitare file fuori dagli ingressi e offrire un servizio migliore ai turisti. Nelle aree all’aperto come l’acropoli e il teatro romano servirà solo garantire la distanza di sicurezza e, ovviamente, gli ingressi contingentati».

Al Guarnacci, per esempio, si sta lavorando anche per l’installazione del plexiglass alla biglietteria e alla definizione delle distanze di sicurezza, anche se erano già state realizzate prima del lockdown. Ma non ci saranno app o tecnologie varie per evitare gli assembramenti. «In questo momento – sottolinea il direttore – non possiamo permetterci investimenti di questo tipo». —

Andreas quirici



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