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Si torna al lavoro in conceria ma solo per “salvare” le pelli
La Regione consente di mettere in lavorazione i pellami a rischio putrefazione La sindaca Deidda: «Il presidente Rossi ha accolto le richieste del settore»
SANTA CROCE
La data per la riapertura completa delle produzioni resta quella del 4 maggio, ma già da lunedì le aziende del conciario possono intervenire per mettere in sicurezza le pelli a rischio, quelle che ad un mese della chiusura possono andare incontro a deterioramento o putrefazione. Lo ha deciso ieri la Regione Toscana, con un’ordinanza del presidente Enrico Rossi, accogliendo le richieste avanzate pochi giorni fa dal Tavolo del Distretto composto dai sei sindaci del comprensorio, dalle associazioni di categoria e dai sindacati.
«Non sarà una riapertura generalizzata» precisano i sindaci del distretto, ma finalizzata appunto ad evitare un danno economico per le aziende, nonché il rischio di una contaminazione ambientale all’interno dei luoghi di lavoro, come spiegato anche nel parere favorevole emesso ieri dal dipartimento di prevenzione dell’Usl.
«Nelle aziende del distretto – scrive la Regione nell’ordinanza – è stoccata la pelle grezza salata che, a distanza di quasi un mese dalla chiusura, necessita di un intervento conservativo per renderla resistente agli attacchi batterici e ai fenomeni di putrefazione». Lo stesso vale per il pellame semilavorato (wet-blue, wet-white e conciato al vegetale) «che se non opportunamente sottoposto a ulteriori lavorazioni – scrive ancora la Regione – è soggetto a fenomeni di attacco fungino e formazione di muffe, con conseguente deterioramento e rischio di contaminazione ambientale dei luoghi produttivi».
Da qui la possibilità di mettere in lavorazione le pelli a rischio ma solo ad alcune condizioni. In primo luogo serve una preventiva comunicazione alla prefettura attraverso l’apposita modulistica, insieme all’impiego «dei soli addetti indispensabili alle lavorazioni» e nel rispetto delle norme di sicurezza e prevenzione stabilite dalla Regione con l’ordinanza 38 del 18 aprile: dunque mascherine per tutti, distanziamento di 1,8 metri, misurazione quotidiana della febbre e sanificazione giornaliera dai locali. Le aziende, inoltre, dovranno conservare in azienda la documentazione per la tracciabilità delle pelli messe in lavorazione, da esibire in caso di controlli.
«Il presidente Rossi ha accolto le nostre richieste dimostrando, ancora una volta, una grande sensibilità ai temi del lavoro, della tutela ambientale e alle specificità delle nostre produzioni – dice Giulia Deidda, sindaco di Santa Croce e coordinatrice del Tavolo di Distretto – Ovviamente questo non significa che lunedì le concerie riapriranno in maniera generalizzata, ma potranno svolgere quelle attività necessarie a conservare i beni, nel rispetto di quanto specificato nell’ordinanza regionale e di tutte le disposizioni di sicurezza. Ci faremo garanti dei controlli, perché il distretto è compatto e vigilerà su coloro che vorranno fare i furbi». —
GIACOMO PELFER
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