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corte d’assise a firenze 

Pugno fatale, il Covid-19 fa slittare la sentenza

P.B.
Pugno fatale, il Covid-19 fa slittare la sentenza

Rinviato il processo d’appello all’autore del cazzotto in faccia al pensionato morto dopo otto mesi di agonia

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SANTA CROCE

L’emergenza sanitaria fa slittare il processo in appello al giovane di Pieve a Nievole che in primo grado fu condannato a 10 anni per omicidio preterintenzionale.

Un pugno sferrato a un pensionato di Santa Croce sull’Arno che morì dopo otto mesi di agonia.

L’udienza fissata per ieri, nei giorni scorsi è stata spostata per portarla oltre il termine dell’11 maggio. Fino a quella data le udienze sono sospese anche per i detenuti che chiedono un rinvio del dibattimento.

Nicolas Berardi, 23 anni, è in carcere a Prato. L’alternativa al rinvio era il processo a distanza. Meglio l’aula. E così a metà maggio l’imputato, giudicato in abbreviato, comparirà davanti alla Corte d’Assise d’Appello difeso dall’avvocato Marco Treggi.

A carico di Berardi, in carcere dall’agosto 2018, nella prima sentenza era stata disposta anche l’interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e il pagamento dei danni da stabilire in sede civile ai due figli della vittima, Filippo e Noemi, assistiti come parte civile dall’avvocato Letizia Giovannetti.

Quel 23 agosto 2018 Antonio Rossi, 72 anni, padre del titolare dell’autonoleggio “Rossi Rent” di Santa Croce sull’Arno, venne colpito al volto da un pugno sferrato da Berardi. Una questione banale, legata alla riconsegna di un’auto diventò la miccia conclusa con quel cazzotto fatale. Ma non subito. Rossi ogni tanto dava una mano al figlio nell’autonoleggio. Rimase in coma per otto mesi. Berardi venne arrestato ad Altopascio al termine di una breve fuga.

Quel giorno il pensionato ebbe la sventura di incrociare il 23enn, un ex pugile che sfogò la sua rabbia improvvisa deflagrata per una stupidaggine con un colpo da ko. —

P.B.

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