Il Tirreno

Pontedera

Due colpi del Covid al cuore della città: addio a storico pub e Gherardini Utility

Sabrina Chiellini
Due colpi del Covid al cuore della città: addio a storico pub e Gherardini Utility

Il proprietario del Portone: «Incertezze e spese, non riapro». Il titolare del negozio d’abbigliamento lascia uno spiraglio

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. L’emergenza Covid avrà inevitabili conseguenze sul commercio. Mentre alcune Regioni premono per rimettere in moto l’economia, pur con tutte le cautele e le misure preventive possibili e rispettando le prescrizioni sui dispositivi di sicurezza personale, le regole sulla sanificazione e il distanziamento sociale, in città tra i commercianti c’è chi ha già cominciato a fare i conti con le gravi perdite collegate al lockdown. Se alcune attività pensano che dovranno ridurre i dipendenti. C’è chi ha già deciso che quando inizierà la fase due, quella delle riaperture, non riaprirà le saracinesche.

Il caso che più sta facendo parlare è quello del pub “Il Portone”, in piazza del Teatro. La società che lo gestisce e che lo aveva rilevato circa tre anni fa dagli storici proprietari ha deciso di cessare l’attività. La conferma arriva da uno dei soci, Jimmy Scatassa, imprenditore e nel direttivo di Confcommercio Valdera. «Con gli affitti così alti, il costo del personale e altre spese – dice – abbiamo fatto le nostre valutazioni e decidere di concludere questa gestione. Così come lo abbiamo lasciato prima dell’emergenza coronavirus il pub non riaprirà. In questi giorni si è fatta avanti una persona interessata all’acquisto, se la trattativa andrà in porto lo venderemo». La società di Scatassa aveva rilevato l’attività dopo che era rimasta chiusa per qualche mese, potenziando le attività di consegna a domicilio e quelle di hamburgeria. «Lo stop di due mesi non ci voleva. Per riaprire saranno necessari investimenti ulteriori, anche se al momento non c’è molta chiarezza, così abbiamo deciso di fermarci». La città, se non dovessero subentrare nuovi gestori, perde uno dei locali storici, aperto da oltre trent’anni in un centro che da sempre conta sulla sua vocazione commerciale.

Ha chiuso i battenti anche il negozio di abbigliamento di Luca Gherardini, in via 1° Maggio e l’attività è in vendita. «Se non riuscirò a trovare un acquirente dopo l’emergenza Covid dovrò riaprire perché in qualche modo devo andare avanti. Ho chiuso anche il negozio di Lavaiano, nel comune di CascianaTerme Lari. Lì il fondo commerciale è di mia proprietà e l’ho affittato a una farmacia. Il momento non è facile, dobbiamo affrontarlo per come possiamo».

È stato disallestito anche un temporary store di abbigliamento che era stato aperto di Corso Matteotti. Ma è ancora difficile valutare quale sarà l’effettiva ricaduta delle misure di contrasto all’epidemia. Chi aveva deciso di investire in nuove attività aspetta la fine dell’emergenza per inaugurare, come Amãmi in via Pisana o i nuovi gestori del pub di via Palestro.

C’è da capire quali saranno tempi e modalità per la ripartenza e quanti saranno in grado di ripartire subito. Le amministrazioni comunali sta già pensando a quali strategie mettere in campo per sostenere tutte quelle aziende che sono state costrette ad una prolungata chiusura.

Tra questi ci sono bar e ristoranti, presenti in maniera numerosa, insieme ai negozi di abbigliamento sul principale corso cittadino. «Vedremo come aiutarli – aveva detto il sindaco Matteo Franconi, pochi giorni fa, presentando l’Emporio civico – anche se è presto per dirlo, non escludiamo di rivedere i costi del canone per l’occupazione degli spazi ed aree pubbliche». —

Sabrina Chiellini.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web