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Pontedera

Tutti con Francesca che deve sottoporsi al trapianto: vola la colletta “social”

Alessandro Bientinesi
Tutti con Francesca che deve sottoporsi al trapianto: vola la colletta “social”

La psicologa di Ponsacco dovrà vivere a Roma con la famiglia per 6 mesi «Ho chiesto aiuto e ho ricevuto centinaia di donazioni»

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PONSACCO. Ci ha pensato a lungo prima di chiedere aiuto. Francesca Masi, malata dal 2016 di mielofibrosi, un cancro raro nel sangue, ha atteso da novembre dello scorso anno fino a ieri.

Calcolatrice alla mano, cercando di far quadrare le spese per vivere almeno sei mesi a Roma, a due passi dal Policlinico Gemelli di Roma. Dove tra pochi giorni un complicato trapianto di midollo potrebbe salvarle la vita. Ha atteso mesi, poi ha messo da parte la paura di essere un peso per gli altri. Si è aperta, raccontata. Lei, psicologa e scrittrice 45enne originaria di Fabbrica di Peccioli ma che da tempo vive a Ponsacco con il marito Andrea e il figlio Galileo, ha raccontato il suo calvario. Ma anche le sue speranze, e ieri ha aperto su Facebook una raccolta fondi dal titolo emblematico: “Non sono in vacanza”.

Uno schiaffo alla malattia e alla burocrazia che non le permette di avere un alloggio nel periodo post operatorio. Francesca ha fissato un primo traguardo a 2500 euro, ma in poche ore le offerte sono arrivate a decine. Tremila, quattromila, cinquemila euro. Un nuovo tetto fissato a diecimila euro che sarà quasi sicuramente infranto. «Non mi aspettavo così tanto affetto, anche da sconosciuti e in un periodo così difficile come quello che tutti stiamo vivendo – racconta Francesca –. Io sono immunodepressa e come tanti malati oncologici vivere la malattia si è fatto sempre più difficile e preoccupante. La luce, però, si è riaccesa alcune settimane fa. Quando ho saputo che un donatore tedesco compatibile farà il prelievo di midollo in Germania».

Un midollo che per Francesca è vita. Arriverà congelato al Policlinico Gemelli di Roma e se le analisi, comprese quelle relative al Covid-19, andranno bene ci sarà il trapianto. «L’operazione è molto complessa e per un periodo sarò ricoverata in una camera sterile – spiega la psicologa pisana –. Poi dovrò vivere tre mesi, forse sei, in un appartamento nei pressi dell’ospedale. Purtroppo l’ospedale non fornisce residenze protette per i pazienti e familiari che vengono da lontano». L’affitto è una spesa imprevista, molto alta. Dopo molte ricerche la struttura individuata è un B&B che viene incontro alle necessità di Francesca. «Ma servono almeno 1650 euro al mese, per una famiglia normale come la nostra, non povera ma comunque con un mutuo, la rata della macchina, tre gatti e un figlio è un colpo difficile da incassare – racconta –. Per questo ho pubblicato ieri su Facebook la raccolta fondi con il titolo “Non sono in vacanza”. Convinta che amicizia e solidarietà possano battere per una volta l’orgoglio».

E piena emergenza sanitaria arrivano le prime donazioni. Anche da chi in questo periodo non lavora proprio per il lockdown legato al Covid-19. «Negli ultimi 10 anni sono stata impegnata nel sociale per metà del mio orario di lavoro, aiutando famiglie con difficoltà economiche, fornendo prestazioni professionali qualificate a costi contenuti – racconta emozionata Francesca –. Forse, e mi piace pensare sia così, chi dispensa del bene prima o poi viene ricompensato. Ho comunque pensato a un modo per ringraziare le centinaia di persone che mi stanno supportando. A ogni persona che ha fatto una donazione e avrà piacere di riceverlo regalerò, come forma di ringraziamento, un mio testo inedito». Qualche settimana fa Francesca, con il marito e il figlio, ha preparato anche uno striscione con arcobaleno e frase simbolo di questo periodo. “Andrà tutto bene”. Ora ci sono due comunità, di Ponsacco e Peccioli ma anche i tanti che seguono sui social la psicologa, che quell’invito lo rivolgono a lei. Nella speranza che il trapianto possa donarle una nuova vita.

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