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Piaggio si prepara a ripartire: firmato il protocollo per la sicurezza
Se lo stop durerà oltre il 4 maggio l’azienda chiederà la deroga al prefetto per il reparto di “Ricerca e sviluppo”
PONTEDERA
L’idea è di essere pronti a ripartire non appena dalle istituzioni arriverà il via libera al ritorno alla produzione dopo lo stop imposto dal coronavirus che dura dal 24 marzo. Per questo la dirigenza Piaggio e i sindacati hanno firmato un protocollo sulla sicurezza dei lavoratori all’interno della fabbrica di Pontedera. Al momento, le disposizioni del governo indicano nelle produzioni non essenziali la data di domenica 3 maggio come quella in cui finirà il fermo alla produzione. Ma la situazione è in continua evoluzione e non si escludono novità a breve.
Intanto, però, sembra che Piaggio sia intenzionata a chiedere la deroga al prefetto di Pisa per far riprendere l’attività almeno del reparto “Ricerca e sviluppo” se si dovesse protrarre lo stop produttivo anche dopo il 4 maggio.
Il documento siglato ieri contiene le linee guida e «le misure da attuare per garantire ai lavoratori la massima sicurezza sanitaria al riavvio delle attività produttive – dicono dalla Piaggio –. Le misure definite nel protocollo si basano sulle disposizioni dei decreti governativi emessi nell’ambito delle azioni di contrasto alla diffusione del Covid-19 e sono state integrate con le precauzioni sanitarie aggiuntive già introdotte dal Gruppo Piaggio, volte a preservare la sicurezza dei propri dipendenti».
Tutte le sigle sindacali, eccetto i delegati della Rsu in quota Fiom Cgil e l’Usb, hanno firmato il protocollo in cui sono state definite le opere di igienizzazione e sanificazione di tutti gli ambienti di lavoro, sia prima della ripresa delle attività lavorativa, sia ad attività avviate. «A tutti i lavoratori, operai e impiegati, verrà fornito a cadenza regolare un apposito kit con dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti e, quando necessario occhiali, e saranno messi a disposizione dispenser con gel igienizzanti – promettono dall’azienda guidata da Roberto Colaninno, che si è collegato telefonicamente durante la riunione –. Sarà garantita la massima diffusione a tutti i lavoratori di un pacchetto di informazioni in merito alle misure e regole da adottare all’intero dei locali aziendali, tra cui le misure di distanziamento all’interno delle mense, modalità di gestione delle riunioni, indicazioni di comportamento per visitatori e fornitori e informazioni dai medici competenti per la gestione di possibili sintomi di Covid-19 e attività di prevenzione da adottare nelle situazioni di emergenza».
Così come disposto prima dello stop, Piaggio manterrà la misurazione della temperatura corporea, affidata a ditte specializzate esterne, che verrà progressivamente eseguita anche con l’utilizzo di termoscanner.
In più è previsto lo smart working, «compatibilmente con le esigenze di carattere tecnico-organizzative». Analoghe procedure saranno richieste anche ai fornitori, che garantiranno, con autocertificazione, il rispetto delle regole previste nel protocollo siglato.
La prossima settimana il comitato di attuazione s’incontrerà con la dirigenza per entrare nel merito delle misure da adottare. «È un buon accordo – dice il segretario provinciale della Uilm Uil, Samuele Nacci – ma non è definitivo. L’azienda dovrà interloquire con il comitato d’attuazione. E ci sono alcuni aspetti da chiarire, come per esempio le ore da lavorare, visto che l’azienda ha fatto intendere di ripartire dalle otto ore, mentre secondo noi dovremo attuare, inizialmente, la riduzione di orario come fatto prima dello stop».
«Abbiamo sottoscritto con la direzione aziendale di Piaggio per il sito di Pontedera un accordo importante che fissa paletti precisi per mettere in sicurezza i lavoratori e consentire la ripartenza delle produzioni», hanno detto Raffaele Appetino, coordinatore nazionale di Fim Cisl e il segretario provinciale Claudio Garzotto. Secondo Marco Comparini, segretario provinciale della Fiom, «il protocollo è lo strumento che prepara la ripartenza, ma le misure dovranno essere valutate dal comitato e l’azienda». —
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