Il presidio
Torna in libertà grazie... al virus: scaduti i termini dell’arresto
PONtedera
Non solo l’emergenza sanitaria in atto ha bloccato l’estradizione in Belgio di Riccardo Cipolli Scali, 53 anni di Pontedera, finito in carcere per una storia di droga che è avvenuta all’estero, in Belgio. Ma l’altro pomeriggio l’uomo è tornato in libertà per decorrenza del termine della misura cautelare. È uno degli effetti del coronavirus sulla giustizia penale, visto che ormai l’epidemia è diventata un fenomeno planetario.
La Corte d’Appello, nelle scorse settimane, ha concesso l’estradizione in Belgio del pontederese di 53 anni accusato, in concorso con altre quattro persone, del reato di associazione a delinquere finalizzata alla coltivazione e alla detenzione illecita di marijuana. Ma il provvedimento non ha avuto alcuna applicazione, come era prevedibile visti la quasi paralisi dei tribunali. Scali, che è difeso dall’avvocato Andrea Di Giuliomaria, dovrà essere sentito prima del processo a Bruxelles. Per ora è tornato a casa. L’altro pomeriggio il 53enne ha lasciato il Don Bosco e poi in treno è arrivato a Pontedera. La polizia belga lo accusa di avere fatto parte del giro di droga in quanto nella casa intestata a suo nome sono state trovate 700 piante di canapa indiana. Cipolli Scali si era trasferito in Belgio per ragioni di lavoro, potrebbe avere acquistato l’immobile come prestanome.
Al momento è difficile fare previsioni a breve termine sul processo e la procedura di estradizione. –
S. C.
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