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Sos protezioni per i volontari: «Monouso e costose, aiutateci»

marco sabia
Sos protezioni per i volontari: «Monouso e costose, aiutateci»

La Pubblica Assistenza lancia un appello ai fucecchiesi: «Per ogni sospetto Covid servono tuta, guanti, occhiali, mascherina, copriscarpe e visiera. Dateci una mano»

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FUCECCHIO

In 125 anni di storia è di fatto la prima volta che si trova a dover chiedere aiuto a quella cittadinanza che è da sempre abituata a servire; fatto che sta nei difficili tempi del coronavirus le spese per le associazioni di volontariato salgono alle stelle mentre le entrate – come quelle del trasporto sociale – calano.

Così la Pubblica Assistenza di Fucecchio ha deciso di appellarsi alla cittadinanza fucecchiese, allo scopo di poter continuare a prestare l’azione di supporto e soccorso che va avanti, appunto, da 125 anni. Perché diciamolo chiaramente: dover dotare ogni volontario e dipendente dei dispositivi di protezione individuale che adesso servono è complicato.

«Da settimane – spiega l’associazione guidata da Luigi Checchi – stiamo combattendo per voi e con voi l’emergenza Covid–19, impiegando quotidianamente un esercito silenzioso e fedele di volontari che si prodigano a rischio della propria salute prestando servizio sulle ambulanze che trasportano persone contagiate dal virus o semplicemente soccorrendo chi ha avuto un incidente o un malore, che portano la spesa a casa di chi non può uscire e non deve uscire, filtrano gli ingressi al Distretto della Salute e molto altro ancora. Abbiamo grandi risorse umane ma scarseggiano le capacità economiche, necessarie ogni giorno per acquistare i dispositivi di protezione individuale per la sicurezza dei nostri volontari e di chi soccorriamo. È per questo che vi chiediamo di aiutarci ad aiutarti: anche una piccola donazione può permetterci di garantire il servizio fondamentale che svolgiamo».

È da tenere conto che nel caso un equipaggio debba uscire per sospetto Covid i volontari devono avere tuta protettiva adeguata, guanti, occhiali, mascherina ffp3, copriscarpe, visiera; senza contare che spesso i volontari danno al paziente mascherina chirurgica e guanti, perché questo ne è sprovvisto.

Va da sé che le scorte finiscono presto e le spese salgono: una tuta in tessuto non tessuto che poche settimane fa costava 70 centesimi, ora costa un euro e settanta; le mascherine più protettive, come le ffp2 e ffp3, sono quasi introvabili e arrivano con grande ritardo, pagando cifre che vanno dai 3 ai 5 euro a mascherina.

Tutti dispositivi che una volta utilizzati per un servizio vanno buttati.

E nonostante la disponibilità di amministrazioni locali e aziende sanitarie avere il magazzino sempre ben fornito è complicato: per questo – per non doversi trovare senza la possibilità di aiutare – la Pubblica ha lanciato questa raccolta fondi, che ha già superato i 1000 euro. Queste le coordinate bancarie per sostenere la Pubblica Assistenza: Crédit Agricole filiale Fucecchio, c/c n. 35440288 Intestato a Pubblica Assistenza Fucecchio, Iban IT 58 O 06230 37870 000035440288. —

marco sabia

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