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«Cuore e professionalità per aiutare chi soffre come noi Grazie a medici e infermieri»
Il plauso di due coniugi fucecchiesi al reparto di Oncologia di Empoli «Nonostante l’emergenza Covid si fanno in quattro per i pazienti»
la lettera
Sono un malato oncologico da due anni e da cinque anche mia moglie Raffaella Taccetti. È inutile dire che le date in cui ti viene comunicato che ospiti un nemico, un alieno, che invade il tuo corpo per distruggerlo, quelle date dicevo, rimangono impresse nel cuore e nella mente, sono quelle che ti fanno capire quanto sia importante la vita, quanto siano importanti tutte le persone che hai accanto e quelle che ti daranno una mano per vincere la tua battaglia. Siamo di Fucecchio e ci interfacciamo con orgoglio con il reparto di Oncologia dell’ospedale di Empoli.
C’è chi non è a conoscenza, che al San Giuseppe esiste un reparto di Oncologia ed è un’eccellenza. Forse solo perché la parola “Oncologia” mette paura, ti avvilisce e ti rattrista quando la senti pronunciare per altri, ma che ti annienta e ti distrugge quando ne parlano a te o ad un tuo caro. All’ospedale di Empoli, il reparto di Oncologia è guidato dal professor Carlo Milandri con tutta la sua équipe di dottori e squadra di infermieri, ma posso garantire che funziona e suscita tutta la riconoscenza dei pazienti e dei loro familiari. Sono stati giorni duri, lunghi e pieni di sofferenza che nei nostri casi sono riusciti a cambiare l’esito della malattia, ma quello che vorrei mettere in luce è che le cure prestate, la professionalità e la disponibilità dimostrata da tutto il personale, le attenzioni, l’umanità di tutto il reparto nell’assistenza prestata non hanno eguali. Abbiamo potuto notare, anche se le tipologie di protocollo tra me e mia moglie sono state diverse, come tutto il personale, medico e infermieristico, si dedichi con grande professionalità, pazienza e umanità, all’accoglienza e alla cure dei pazienti.
L’esperienza, la capacità e la preparazione, che contraddistinguono il lavoro di questi medici e infermieri, sono accompagnate da una distintiva componente umana e di profondo rispetto per il paziente; peculiarità necessarie e benefiche che contribuiscono senz’altro alla ripresa psicologica dell’ammalato. Il reparto anche in questo momento difficile per il coronavirus, non ha perso un colpo, si è fatto in quattro attraverso i suoi medici e infermieri, per non interrompere quel cordone che ti lega alla vita, quel filo di unione, a volte mensile, a volte anche giornaliero con i pazienti.
Tutti indistintamente si prodigano, con professionalità, cura e puntiglio, nella ricerca di appuntamenti per le varie terapie, esami diagnostici e tutto quello che serve per contribuire con e per il paziente a non doversi assolutamente preoccupare di niente, vista già l’enorme sofferenza che ha. Rimane da dire, una sola parola: Grazie! Deriva dal latino “gratia” con i più svariati significati fra cui: favore, piacevolezza e non per ultimo gratitudine e ringraziamento. Mille volte Grazie. —
Luca Del Corso
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