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Sos di Frida: crollano le richieste di aiuto delle donne maltrattate
La presidente dell’associazione: «C’è chi non trova il momento giusto per telefonare e chi pensa che in questa fase non possiamo aiutarla. Ma non è così»
san miniato
Chiedere aiuto è diventato di colpo più difficile. Le richieste di soccorso sono crollate di almeno la metà, mentre le telefonate si interrompono spesso bruscamente, all’improvviso, nel timore che il marito o il compagno possano accorgersi di qualcosa. È un’emergenza nell’emergenza quella della violenza sulle donne, che mai come adesso, con gli uomini costretti in casa dall’isolamento sanitario, rischia di determinare non solo un aumento degli episodi, ma anche una ripetuta esposizione dei bambini alle violenze sulla madre.
Eppure proprio adesso chiedere aiuto sembra più complicato, come dimostrano i numeri dell’associazione Frida che da anni offre aiuto e protezione alle vittime di violenza nel territorio del Valdarno. «Le richieste di aiuto sono scese di almeno il 50 per cento – spiega la presidente di Frida Elisa Forfori – da un lato perché le donne, condividendo tutto il giorno gli spazi con il maltrattante, hanno meno occasioni per chiamare, ma dall’altro anche perché pensano di non poter ricevere assistenza in questo momento: figurati, dicono, se con l’emergenza coronavirus possono preoccuparsi di me».
In realtà la rete dei centri antiviolenza è attiva e operativa come sempre. «Da questo punto di vista le donne devono stare tranquille – aggiunge Forfori –. Il servizio va avanti ed è attivo, anche se con alcune modalità differenti imposte dall’emergenza sanitaria». Una delle principali difficoltà, infatti, è legata all’eventuale allontanamento da casa. «In questa fase, in base alle prescrizioni sanitarie – spiega la presidente – non possiamo portare le vittime all’interno di case-rifugio che ospitano già altre donne. Per questo abbiamo studiato procedure ad hoc, utilizzando magari delle strutture temporanee. Negli ultimi giorni, ad esempio, abbiamo avuto il caso di una donna che seguivamo molti anni fa e che ci ha ricontattato con l’intenzione di andare via da casa: al momento si trova in una struttura “cuscinetto” in attesa di entrare in una casa-rifugio».
Da qui l’appello rivolto a tutte le donne che hanno paura di chiedere aiuto, «perché devono sapere che noi ci siamo e che interverremo comunque, sia come centro antiviolenza sia a livello istituzionale», aggiunge Forfori, secondo la quale le prossime settimane potrebbero vedere all’opposto una vera e propria esplosione di casi. «È una mia idea – dice – ma è possibile che dopo il “silenzio” dell’ultimo mese i casi possano aumentare di colpo».
Per le donne vittime di violenza l’invito è di chiudere aiuto durante le uscite per andare a fare la spesa o per portare fuori il cane, contattando Frida al numero 346 7578833 (anche messaggi Whatsapp) o una mail a centroantiviolenzafridakahlo@gmail.com. —
Giacomo pelfer
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