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Pontedera

A Palazzo Stefanelli 

Mara va in pensione e il Comune la saluta con una “festa” virtuale

S.C.
Mara va in pensione e il Comune la saluta con una “festa” virtuale

Tremolanti lascia il municipio dopo 31 anni di servizio L’abbraccio di sindaco e vicesindaco in videochiamata

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PONTEDERA

Il pensionamento, si sa, è un vero e proprio momento di passaggio e segna l’inizio di una nuova avventura per chi si congeda dal lavoro. Cambia tutto.

Mara Tremolanti, dipendente del Comune di Pontedera dal 1989, un suo piccolo primato ce l’ha. E’ la prima impiegata del Comune della Città della Piaggio che va in pensione ai tempi del coronavirus, quando sono vietati abbracci e pacche sulla spalla e si assiste al trionfo delle distanze sociali. E così Mara, che in passato ha lavorato nel settore scuola (si occupava di asili nido) per passare poi ai servizi dell’anagrafe (dal 2015), si è congedata il primo aprile.

A darne notizia sono il sindaco Matteo Franconi e il vicesindaco Alessandro Puccinelli. «Il nostro primo saluto virtuale per il pensionamento di Mara Tremolanti, che in questi giorni si è congedata dal proprio ufficio, dove ha prestato servizio tanti anni con passione e dedizione. Una dipendente generosa e sempre disponibile alle esigenze degli altri. Buona pensione Mara». I due amministratori comunali , ormai abituati a riunioni di giunta e incontri vari in collegamento Skype, hanno videochiamato la signora Mara per salutarla, direttamente da Palazzo Stefanelli. Una sorpresa che dà la misura dei tempi che stiamo vivendo.

La dipendente comunale, che ha lavorato anche al Comune di Pisa nel lontano 1978, era a casa da metà dicembre. «Dovevo fare ferie e recuperi e così di fatto non ero più tornata al lavoro. Quando mi hanno chiamato per salutarmi mi ha fatto piacere. In genere sono abbastanza riservata ma capisco il momento».

Come ci si sente ad andare in pensione al tempo del coronavirus? «Forse una vera e propria festa non l’avrei fatta nemmeno a cose normali... Però certo questo non è un momento facile. Ma non è la casa che spaventa ma è quello che c’è fuori – racconta – comunque speriamo che questo periodo passi al più presto. Avevo tante aspettative, tanti sogni, purtroppo ora dobbiamo restare a casa tutti». —

S.C.

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