Meteo
È morto Nello Alderighi ex deportato e Cavaliere della Repubblica
SAN MINIATO
Anche nell’ultima intervista di due anni fa Nello Alderighi riusciva a trasmettere il dramma della prigionia. Fame e freddo erano le parole ricorrenti, rimaste impresse nel fondo più indelebile dei ricordi. Sanminiatese, classe 1922, ex internato militare, Alderighi se n’è andato mercoledì alla soglia dei 98 anni.
Richiamato alle armi nel 1941 e spedito a Megara, in Grecia, nell’aeronautica, dopo l’8 settembre Alderighi fu internato a Berlino, dove rimase fino alla liberazione nel ’45 da parte dei russi. Nel 2012 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo insignì del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana insieme ad un altro sanminiatese, Ivo Martini, morto nel gennaio dello stesso anno. A consegnare il riconoscimento fu l’allora sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini. Nel gennaio del 2019, Alderighi fu protagonista delle celebrazioni del nuovo Museo della Memoria, dove fu proiettata l’intervista di Beppe Chelli e Daniele Benvenuti, ripresa dal Comitato Giuseppe Gori per “Sanminiatesi sui fronti di guerra”.
Muratore, originario di Corniano ma residente a San Miniato Basso, Alderighi aveva fondato una impresa edile, passata ai figli, Giancarlo e Silvano, e arrivata alla terza generazione con l’ingresso dei nipoti Massimiliano e Alessio. Nel 2016, però, Nello Alderighi e la moglie Roberta Locci avevano dovuto sopportare la morte del figlio Giancarlo, ucciso all’età di 64 anni da una grave malattia.
Molto noto a San Miniato e non solo, Alderighi è stato fino all’ultimo un lucido testimone del dramma di tanti militari italiani nella Seconda guerra mondiale. L’emergenza sanitaria in corso, tuttavia, ha impedito a familiari e istituzioni di salutarlo come avrebbe meritato: ieri, dopo la benedizione, la salma è stata tumulata nel cimitero di La Scala. —
Giacomo Pelfer
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
