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l’emergenza coronavirus 

A infermieri e malati oltre 1.600 mascherine

Marco Sabia
A infermieri e malati oltre 1.600 mascherine

Dal Comune dispositivi anti contagio grazie alle donazioni di quattro aziende Il sindaco: «I primi a ricevere il materiale sarà il personale dell’Rsa “Le Vele”»

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FUCECCHIO

Non si ferma la solidarietà a Fucecchio, dove alcune aziende stanno regalando migliaia di mascherine. Ad esempio alcuni stock sono stati donati al Comune, che li sta consegnando alle persone più fragili; una spedizione di oltre 1.600 mascherine, insieme a guanti e gel disinfettante, è iniziata da ieri a Fucecchio. L’amministrazione comunale ha deciso di inviarle a quei cittadini che necessitano di maggiore protezione. Arriveranno a casa di coloro che sono in quarantena, agli immunodepressi, alle persone che usufruiscono di assistenza infermieristica domiciliare, a quelle che sono sottoposte a dialisi, ai malati oncologici e alle famiglie che hanno persone con grave disabilità.

A tutti questi il Comune di Fucecchio fornirà le mascherine che ha ricevuto da tre importanti aziende del territorio che hanno riadattato la loro produzione per produrre mascherine: Ceitex, Factory e Notorius. Senza dimenticare Otitalia, che ha prodotto e donato confezioni di gel disinfettante.

La Ceitex ha prodotto mascherine in tnt (tessuto non tessuto), Factory ha prodotto mascherine sterilizzabili, e quindi riutilizzabili, con tanto di istruzioni d’uso allegate, infine Notorius ha prodotto mascherine in cotone jersey, anche queste non monouso. «Abbiamo ricevuto tantissime donazioni – racconta il sindaco Alessio Spinelli – grazie alla generosità di aziende, associazioni, singoli cittadini, comunità straniere e di tanti altri. Ringraziamo veramente tutti. In particolare ringraziamo le aziende del territorio che addirittura si sono impegnate anche a produrre le mascherine e a fornircele gratuitamente. Per quanto riguarda la distribuzione, in prima battuta abbiamo pensato agli operatori, alle strutture sanitarie come l’Rsa “Le Vele” e al personale medico che più degli altri deve essere protetto per garantire le cure alle persone malate. Poi le abbiamo consegnate agli esercizi commerciali e alle numerose persone in coda agli uffici postali nei giorni del pagamento delle pensioni. Da ieri abbiamo iniziato la distribuzione ai cittadini più fragili, siamo partiti proprio da coloro che più degli altri hanno necessità di essere protetti. Stiamo facendo grandi sforzi e di questo non posso che ringraziare tutto il personale impegnato, i volontari e le associazioni che stanno facendo un grande lavoro sul territorio».

Ma Factory ha fatto di più, appoggiandosi alla contrada Massarella: nei giorni scorsi, infatti, il fondatore Ferrero Rosati (che è anche presidente dei massigiani) insieme agli amici del Gruppo Spontaneo d’Iniziativa (il Gsi, quello che sta dietro anche alla cinquantennale sagra della zuppa) ha fatto recapitare a tutte le famiglie della frazione un migliaio delle mascherine che la Factory/Drome sta producendo. Per ogni strada un massigiano si è preso la briga di portarle a tutti, specie a quegli anziani che non possono spostarsi. «È il nostro modo – spiega Rosati – di dare un contributo nel periodo che stiamo vivendo. A volte è difficile anche trovare i materiali ma andremo avanti finché avremo forza e materia prima a disposizione».

Solo per una mascherina, infatti, servono 40 centimetri di elastico. E la richiesta è così alta che l’azienda ne ha ordinato 5 chilometri. —

Marco Sabia

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