Italia
Voleva sfilare un collier d’oro: condannata a 9 mesi
pontedera
La scusa delle creme da spalmare su braccia e collo come pretesto per mettere le mani addosso alle vittime scelte per vulnerabilità e solitudine.
Se non fosse stato per un passante, che aveva già vista la donna all’opera, una pensionata avrebbe perso il suo collier e Patrizia Berti, 63 anni, di Pontedera, non sarebbe stata condannata a 9 mesi per tentato furto aggravato. Una sentenza condivisa con Alfonso Burotti, 67 anni.
L’episodio risale all’aprile 2014 a Tavullia, in provincia di Pesaro. I due in auto, un’Opel Corsa, si erano portati in un luogo frequentato da anziani «procedendo lentamente in attesa di individuare il bersaglio giusto» scrivono i giudici. Aveva avvicinato una pensionata di 75 anni.
Berti era scesa dall’auto con Burotti al volante in attesa, guardingo su eventuali presenze di testimoni.
Con la scusa di mostrarle dei prodotti cosmetici per la cura del corpo, Berti aveva iniziato a spalmare sul collo dell’anziana una crema con l’uso di entrambe le mani, «ponendo così in essere atti idonei diretti in modo non equivoco ad impossessarsi della collana d’oro che la persona offesa indossava al collo» ribadisce la sentenza della Cassazione di conferma della condanna.
Non era riuscita a rubare la collana perché era intervenuto un passante. Insospettito dal comportamento della donna aveva minacciato di chiamare i carabinieri. A quel punto Berti si era allontanata velocemente, facendo cadere a terra il collier d'oro indossato dall’anziana, dandosi poi alla fuga a bordo dell’auto Opel Corsa guidata da Burotti Alfonso.
Il testimone che aveva fatto saltare il furto con raggiro aveva poi riferito ai carabinieri di essersi avvicinato alle due donne perché aveva già notato dei movimenti sospetti della Berti, già protagonista poco prima di un tentativo di avvicinare un’altra persona anziana con lo stesso approccio da furto con destrezza. —
P.B.
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